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Podognomica: lasciamo parlare i piedi

Podognomica: lasciamo parlare i piedi

La podognomica cerca di comprendere le eventuali correlazioni tra il carattere di una persona e i suoi piedi.

Infatti, non è solo il nostro comportamento a rivelare chi siamo, anche i piedi dicono molto su di noi. La loro forma, il modo in cui sono consumati, le dita, le callosità… tutto parla del nostro equilibrio fisico, del nostro portamento e, più in generale, anche del nostro stato d’animo e del nostro carattere.

Sulla base della forma, sono stati classificati quattro tipi di piede:

  • Piede di fuoco
  • Piede di terra
  • Piede d’aria
  • Piede d’acqua

PIEDE DI FUOCO

Ha forma slanciata, con pianta posteriore larga e dita divaricate come a formare un triangolo.

Se ci riconosciamo in questa descrizione, secondo la podognomica siamo persone impulsive, dinamiche, vivaci e un po’ dispersive, con una personalità prorompente e passionale che rischia, a volte, di essere poco equilibrata.

PIEDE DI TERRA

Squadrato e robusto, con il calcagno largo quanto la parte alta delle dita, in modo da ricordare un rettangolo.

Tipico di chi prende le proprie decisioni con lentezza ma grande determinazione, non si fa ostacolare da nulla una volta intrapresa la propria strada e non ama i cambiamenti ma è una persona leale e affidabile.

PIEDE D’ARIA

Armonioso ed equilibrato, con dita e tallone proporzionati tra loro, sembra quasi una clessidra.

Appartiene a individui socievoli ed estroversi, in cerca di stimoli intellettuali sempre nuovi e ferrati nell’arte della dialettica, al punto da rischiare di apparire saccenti. In amore hanno la tendenza a essere un po’ superficiali e confusionari.

PIEDE D’ACQUA

Più sottile e delicato, dalla forma lunga e stretta, con dita affusolate e tallone assottigliato, a ricordare un ovale allungato.

È il piede delle persone emotive e creative, ma terribilmente lunatiche, che non sono a loro agio nella solita routine e diventano impulsive e anticonformiste. In amore, pur essendo generosi e affettuosi, hanno bisogno di conferme costanti.

Ma non è solo la forma dei nostri piedi a parlare di noi; seguendo la podognomica che interessa le callosità, si possono scoprire altri dettagli.

Infatti, i calli sulla parte interna dell’alluce sinistro starebbero a indicare un rapporto difficile con la figura paterna; a destra, invece, con capi, insegnanti e figure autoritarie.

Sotto la pianta del piede, esprimono emozioni represse e sofferte e spesso si sviluppano se ci si sente prevaricati e stressati da altre persone.

Infine, se la callosità si presenta sul tallone destro, si può pensare a un rapporto conflittuale con la figura femminile e, in particolare, con quella materna.

A cura dello staff Fisiopodos
I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura.

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Trocanterite e sindrome del piriforme

Trocanterite e Sindrome del piriforme

La trocanterite o borsite trocanterica è un’infiammazione della borsa sierosa del gran trocantere del femore e dei tendini limitrofi.
I tendini che si inseriscono sul gran trocantere (tuberosità situata all’estremità prossimale del femore) sono: tendini dei muscoli pelvi-trocanterici (piriforme, otturatore interno, gemelli superiore e inferiore, quadrato del femore) e dei muscoli piccolo e medio gluteo.

Per il coinvolgimento tendineo e il risparmio dell’osso, viene anche definita entesite trocanterica o peritrocanterite.

Anatomia muscolare trocantere

Nel corpo umano si contano più di 150 borse, generalmente presenti fin dalla nascita, ma talvolta si formano per reazione a una pressione ripetuta. Nella borsa è contenuta una piccola quantità di liquido sinoviale che agisce da lubrificante.

L’infiammazione della borsa causa dolore durante il movimento. Le principali borse dell’anca sono: quella del muscolo ileopsoas, del gran trocantere e quella ischiatica. La borsa del gran trocantere è localizzata tra l’omonima tuberosità ossea, i tendini dei muscoli glutei (grande, medio e piccolo) e il tensore della fascia lata.


CAUSE

La trocanterite può colpire soggetti sportivi o sedentari, nei quali si verifichi un’ipersollecitazione del compartimento laterale della coscia con, spesso, presenza di fattori predisponenti quali:

  • un’eccessiva pronazione (cioè la rotazione verso l’interno) del piede durante la deambulazione o in stazione eretta
  • eterometrie (cioè differenti lunghezze) degli arti inferiori, che portino ad un aumento della tensione della fascia lata che passa sul gran trocantere, con l’interposizione della borsa sierosa.

Trocanterite: pronazione e supinazione

La borsite può anche essere favorita da:

  • patologie dell’articolazione dell’anca (quali coxartrosi, pregresso intervento chirurgico, presenza di protesi dell’anca, artriti infiammatorie)
  • patologie del rachide lombare (discopatie, spondiloartrosi)
  • obesità
  • gonartrosi (cioè artrosi del ginocchio)
  • fibromialgia
  • problemi neurologici con disturbi della deambulazione

Spesso la trocanterite è causata da alterazioni dell’appoggio plantare, come piattismo dei piedi o le già citate iperpronazione ed eterometrie.

Negli sportivi può essere determinata da un trauma contusivo per caduta laterale sulla coscia (portieri, pattinatori), da microtraumi ripetuti e sovrallenamento.
Colpisce più frequentemente il sesso femminile per la maggior larghezza del bacino e conseguente maggior tensione delle strutture tendinee.


SINTOMATOLOGIA

È presente dolore in corrispondenza del gran trocantere, con dolorabilità nella presso-palpazione di tale sporgenza ossea del femore (zona laterale alla radice della coscia).

Il dolore può irradiarsi distalmente al ginocchio fino alla caviglia (mai fino al piede) o prossimalmente verso il gluteo. Peggiora alzandosi dalla posizione sdraiata o seduta, diviene ingravescente durante la deambulazione e lo sport.
Il dolore è anche notturno, specie se in decubito sul lato affetto.

Si può evocare l’algia con l’adduzione dell’arto inferiore o l’abduzione contro resistenza (l’abduzione è un movimento di allontanamento dalla linea mediana, l’adduzione di avvicinamento).


DIAGNOSI

È essenzialmente clinica, basata sulla sintomatologia e sull’esame obiettivo durante la visita.

A livello strumentale si può avere la certezza diagnostica mediante ecografia, che metterà in evidenza un versamento all’interno della borsa sierosa, edema limitrofo ed eventuali calcificazioni dei tendini coinvolti (entesite calcifica). La risonanza magnetica sarà riservata ai casi dubbi.


TRATTAMENTO

  • Terapia farmacologica: si avvale di farmaci antinfiammatori (topici o per via orale), integratori per i tendini, oltre al riposo e uso di ghiaccio locale in fase acuta. In alternativa si può effettuare una terapia farmacologica omeopatica e/o fitoterapica.
  • Terapia infiltrativa: uso di cortisonici e anestetici.  Anche a livello locale, le infiltrazioni possono avvalersi di farmaci omeopatici e omotossicologici (l’omotossicologia è una branca dell’omeopatia).
  • Terapia fisica: tecar, laser, ultrasuoni ed eventualmente onde d’urto in caso di calcificazioni.
  • Trattamento riabilitativo: stretching e/o rinforzo muscolare mirato, rieducazione al gesto atletico, ginnastica posturale, valutazione osteopatica.
  • Uso di plantari su misura: spesso evitano il ricorso a terapie farmacologiche, poiché hanno una valenza sia terapeutica che preventiva, in virtù della correzione di un alterato appoggio plantare, per problematiche sia congenite che acquisite, correzione di difetti posturali ascendenti, che siano causa di maggiore tensione delle strutture nella zona trocanterica.

SINDROME DEL PIRIFORME

Un’altra possibile causa di trocanterite, che merita un paragrafo a parte, è la Sindrome del piriforme. Il piriforme è un muscolo pelvi-trocanterico, poiché origina dalla pelvi a livello dell’osso sacro, e si inserisce al margine superiore del grande trocantere del femore.

Durante il suo decorso prende contatto con il nervo sciatico (detto anche ischiatico), che può essere localizzato anteriormente al muscolo o, nel 15% dei soggetti, all’interno del ventre muscolare stesso.

Per sindrome del piriforme si indica un disturbo doloroso che compare quando il muscolo piriforme, per i citati rapporti anatomici, infiamma il nervo sciatico a livello del gluteo, a causa di una contrattura o di uno stiramento del  muscolo.

Ciò determina una sintomatologia simile alla sciatalgia da ernia del disco, con dolore al gluteo e alla parte posteriore e/o laterale della coscia, talvolta anche della gamba, accompagnato da formicolii e intorpidimento dell’arto inferiore corrispondente.
Alcuni autori, infatti, la definiscono “falsa sciatalgia” o “sciatica da intrappolamento”. A causa, però, dell’inserzione al grande trocantere, può anche determinare infiammazione al tendine del muscolo con insorgenza di trocanterite.

Contrattura o stiramento del muscolo piriforme possono essere dovuti a traumi o microtraumatismi ripetuti con importante sovraccarico (per esempio, in podisti o ballerini), ad alterazioni posturali, a iperlordosi o scoliosi lombare, a eterometria degli arti inferiori, malattie infiammatorie della pelvi e dei visceri contenuti.

La sindrome del piriforme può, frequentemente, essere causata da un alterato appoggio del piede, come, per esempio, un’eccessiva pronazione, che causi ripetute contrazioni del muscolo per un meccanismo di compenso ad ogni passo. Il piriforme, infatti, agisce da rotatore esterno del femore, attivandosi, quindi, durante la deambulazione per impedire l’eccessiva intra-rotazione femorale nella fase di appoggio del piede.

Da ciò si evince l’importanza dell’utilizzo di plantari su misura anche nell’ambito della terapia della sindrome del piriforme, eventualmente in associazione alla fisioterapia, osteopatia, ginnastica posturale, terapia fisica o farmacologica.


Bibliografia

1 – Pasquetti P., Mascherini V. “Riabilitare l’atleta infortunato.
Fisioterapia e tecniche di recupero motorio.”  Edi-ermes. 2007
2 – Greene W.B. “Ortopedia e traumatologia.” Ed. Minerva Medica. 2005
3 – Kendall F.P. “I muscoli. Funzioni e test con postura e dolore.” Verduci Editore. 2006

A cura della dott.ssa Laura Bottigelli (Torino)
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

I nostri approfondimenti non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura.

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Che cos’è la osteopatia?

Osteopatia: che cos’è?

La Osteopatia nasce come Terapia Manuale nel 1847 per merito di un medico chirurgo americano (D.O. A.T. Still 1828-1914).
Fondamentale il concetto di unità fra struttura e funzione dell’organismo vivente: il corpo è costituito da un insieme funzionalmente integrato.

Qualsiasi disfunzione della struttura può alterare questo delicato equilibrio, provocando il manifestarsi di quadri clinici dolorosi acuti o cronici nell’adulto come nel neonato.

Riconosciuta dall’OMS nel 2002, è inserita tra le Medicine Non Convenzionali, ma l’orientamento degli Organismi Sanitari Mondiali fa ben sperare per un rapido inserimento dell’osteopatia nel Sistema Sanitario, incluso quello Italiano.

Le tecniche ed i metodi dell’osteopatia, definiti dagli standard europei (EROP) e mondiali (WOHO),  possono variare in funzione dei quadri clinici del paziente: tecniche strutturali, cranio-sacrali e viscerali sono accomunate principalmente dall’interazione e modulazione del Sistema Nervoso Autonomo, quindi dalla variazione del metabolismo del paziente, a conseguimento del miglioramento del suo stato di salute.

L’Osteopatia interviene a supporto dei processi riabilitativi preventivamente concordati con lo Staff Medico (Rieducazione Funzionale, Massoterapia, RPG, Tecar, Laser, Onde d’Urto…), inserendosi in un percorso che migliori ed ottimizzi il recupero del paziente.

Le possibili sinergie con le Specialità Mediche (Fisiatria, Ortopedia, Medicina dello Sport, Neurologia, Neurochirurgia, Gastroenterologia,  Ginecologia, Cardiologia, Urologia, Pediatria, Ortodonzia, Omeopatia, Psicologia, ecc…) permettono di valutare piani di trattamento orientati non solo sul sintomo ma anche sulla causa.

I Trattamenti Osteopatici possono essere indicati per quadri clinici sia in fase acuta che cronica, nell’adulto come nel neonato. Le sedute, generalmente settimanali, possono prevedere inizialmente da 3 a 5 trattamenti e, in funzione dello stato di salute del paziente, controlli a distanza di più settimane.

Le più comuni indicazioni riguardano le affezioni del Sistema Muscolo Scheletrico (traumatiche, degenerative e acquisite) e quindi relative anche a quelle del Sistema Nervoso Autonomo, attraverso cui si possono manifestare quadri sintomatologici complessi.

Alcuni esempi:
COLONNA VERTEBRALE

Cervicalgie, Cervicobrachialgie, Torcicollo, Dorsalgie, Dolori Costali, Crualgie, Lombalgie, Lombosciatalgie, Sindrome del Piriforme, Ernie del disco, Disordini Posturali, Scoliosi, Esiti Chirurgia Vertebrale, Coccicodinie…

ARTI SUPERIORI

Tendiniti della Cuffia dei Rotatori, Esiti chirurgia della Spalla, Epicondiliti, Epitrocleiti, Mialgie, Tunnel Carpale, Dito a scatto, Esiti Fratture…

ARTI INFERIORI

Artrosi dell’Anca, Esiti Chirurgia dell’Anca e del Ginocchio, Coxalgie, Gonalgie, Lesioni Muscolari e Legamentose, Lesioni Meniscali, LCA, Tendiniti Rotulee, Tendiniti della Zampa d’Oca, Distorsioni di Caviglia, Fasciti Plantari, Alluce Valgo…

BACINO

Asimmetrie del Bacino, Dismetrie AAII, Esiti Fratture, Pubalgie, Dolori Pelvici…

APPARATO CRANIO-MANDIBOLARE

Dolori Temporo-Mandibolari (ATM), Bruxismo, Malocclusioni, Deglutizione Atipica, Click Articolari, Sub-Lussazioni Mandibolari…

DISTONIE NEUROVEGETATIVE

Cefalee, Emicranie, Nausea, Vomito, Vertigini, Acufeni, Tachicardia, Ansia,  Sindrome Depressive, Affaticamento, Alterazione dei Bioritmi Sonno-Veglia, Stress Psico-Emozionali…

APPARATO VISIVO

Strabismo Infantile, Alterazioni dell’oculomotricità, Diplopia, Astigmatismo, Ipermetropia…

APPARATO RESPIRATORIO

Asma, Allergie, Bronchiti, Sinusite, Rinite…

APPARATO DIGERENTE

Stitichezza, Colon Irritabile, Reflusso Gastro-Esofageo, Ernia Iatale, Dispepsie, Stasi Epatiche, Colite, Trattamento delle Cicatrici, Dolorabilità Addominale…

GRAVIDANZA

Lombalgie, Dolori Pelvici, Incontinenza, Emorroidi, Sindrome Depressiva, Congestioni Venose, Edema, Preparazione al Parto…

PEDIATRIA

Asimmetrie del Cranio, Reflusso, Coliche, Disturbi del Sonno, Torcicollo Miogeno Congenito, Otiti, Alterata Suzione, Ritardo Psico-Motorio, Piede Torto, Scoliosi, Sinusiti…

APPARATO URO-GINECOLOGICO

Dolori Mestruali, Incontinenza, Dismenorrea, Amenorrea, Cistiti…

A cura del dott. Daniele Ciccarelli (Torino)
Fisioterapista e osteopata

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Il dolore plantare: cause e soluzioni

Il dolore plantare: cause e soluzioni

Il dolore plantare è un problema molto diffuso; nasce nella parte interna del tallone ma si intensifica e irradia sempre più.

La causa non è tanto l’utilizzo di calzature poco adatte, quanto proprio la forma dei nostri piedi. Infatti, ne soffrono tutti: non soltanto le donne, magari “colpevoli” di indossare tacchi alti che causano problemi a ginocchia e dita dei piedi. Infatti, anche gli sportivi fedeli alle scarpe da ginnastica più comode e confortevoli possono esserne colpiti.

Quali sono le soluzioni al dolore plantare?

Bisogna sottoporsi a una valutazione podologica e posturale in modo che lo specialista possa diagnosticare il difetto anatomico dei nostri piedi. Piedi piatti, cavi o ipercavi possono infiammare le fibre della pianta del piede, rendendo dolorosa un’azione quotidiana semplicissima come il camminare.

La soluzione più ovvia è l’utilizzo di un plantare su misura, sottile e moderno, in materiali ad alta comprimibilità e memoria, la cui forma verrà stabilita durante un’analisi accurata.

Possiamo approfittare, però, anche di alcuni piccoli accorgimenti che possono renderci la vita più semplice. Per esempio, è utile stirare la pianta del piede ogni mattina utilizzando un panno o farvi rotolare delicatamente sotto una bottiglia d’acqua congelata.

Nel 90% dei casi il disturbo tende a diminuire, ma non sempre scompare. Qualora i plantari su misura e gli esercizi ripetuti con costanza non dovessero bastare a far sparire il dolore, si può valutare di ricorrere a un intervento chirurgico. Tuttavia, bisogna ricordare sempre che, pur bastando l’anestesia locale, le operazioni al piede sono comunque complicate.

Successivamente, infatti, non si potrà camminare per diversi giorni e poi si dovranno utilizzare calzature ortopediche per almeno tre settimane.

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Disturbi e inestetismi causati dalla scarpa sbagliata

Le conseguenze della scarpa sbagliata

La scelta della scarpa sbagliata può avere conseguenze dolorose e fastidiose: problematiche podologiche, dolore o disturbi ai piedi.

La causa principale è sicuramente la poca cura che abbiamo della salute dei nostri piedi. Infatti, in inverno li intrappoliamo nelle scarpe chiuse, poi li esponiamo a sporcizia e agenti atmosferici in primavera. D’estate, esposizione al sole e disidratazione spianano la strada a traumi e inestetismi.

Vediamo ora tre categorie di problemi con le rispettive soluzioni:

CALLI E ISPESSIMENTO DELLA PELLE

Ben nove donne su dieci hanno sviluppato questo tipo di problema a causa dell’utilizzo di scarpe troppo strette.
Infatti, è fondamentale la scelta di calzature comode, confortevoli e della taglia giusta. Tutto ciò non solo per prevenire inestetismi e per la salute dei nostri piedi, ma per quella di tutto il nostro corpo.

Muoversi e camminare per ore ed ore ogni giorno indossando scarpe non adatte avrà indubbiamente ripercussioni negative anche su gambe, colonna vertebrale e postura, danneggiando tutto il nostro organismo.

STORTA DELLA CAVIGLIA

Anche in questo caso la soluzione è da ricercarsi principalmente nella scelta delle calzature: no ai tacchi troppo alti e a scarpe troppo larghe in cui i nostri piedi “ballano”, facendo aumentare il rischio che la caviglia si pieghi.

La cosiddetta “storta” rimane comunque un incidente piuttosto frequente, anche a causa della frenesia della vita moderna. Per questo, è bene ricordare che, se il gonfiore e il dolore non spariscono entro 72 ore, è consigliabile recarsi dal proprio medico.

FASCITE PLANTARE

Un altro disturbo comune, noto come “fascite plantare”, consiste nell’infiammazione di un sottile legamento che collega l’avampiede al tallone.

Il sintomo principale è il forte dolore nella pianta del piede, solitamente vicino al tallone. Si può prevenire evitando scarpe scomode o troppo strette, non esagerando con l’attività fisica dopo un lungo periodo di immobilità e non mettendo su peso in eccesso.

Le cure consistono nell’utilizzo di ortesi plantari su misura, realizzate dopo una valutazione podologica e posturale. Nei casi più gravi, si ricorre anche a cortisonici e fisioterapia.

In conclusione, l’utilizzo di una scarpa sbagliata può avere conseguenze più gravi di quanto si pensi. In quest’ottica, diventa quindi fondamentale saper scegliere il tipo di calzatura corretto per prevenire dolori, infortuni e disturbi.

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La salute dei piedi è fondamentale per tutto il corpo: patologie, disturbi e inestetismi

La salute dei piedi è fondamentale per tutto il corpo

La salute dei piedi è un tema molto importante ma spesso sottovalutato; i piedi sono fondamentali non solo per sostenere il corpo e mantenere l’equilibrio, ma anche per la circolazione venosa e linfatica. Infatti, camminando, il piede deve adattarsi al terreno e, così facendo, funge da pompa meccanica per il ritorno venoso.

Pertanto, diventa necessario capire la causa del nostro mal di piedi e trovarne la soluzione.
Spesso, purtroppo, i nostri piedi non ricevono l’attenzione che meritano e vengono trascurati, chiusi nelle scarpe, finché non cominciamo ad avvertire dolore e a patire le conseguenze delle nostre cattive abitudini.

Camminare fa indubbiamente benissimo alla nostra circolazione, ma bisogna essere sicuri di farlo nel modo giusto, con le calzature adatte e preoccupandoci della salute dei piedi.

La nostra intera struttura scheletrica viene sostenuta dai tre punti fondamentali nel piede: il calcagno, la base dell’alluce e il mignolo.

Tenendo in conto la naturale diversità dei piedi, da persona a persona ma spesso anche tra destro e sinistro, gli specialisti hanno distinto tre “categorie” di piedi, basate sulla loro forma:

  • il piede romano presenta l’alluce e il secondo dito della stessa altezza;
  • quello che presenta l’alluce più lungo del secondo dito, viene detto piede egizio;
  • il piede greco presenta l’alluce più corto del secondo dito.

CAUSE

Fatta questa premessa, passiamo in rassegna le cause più frequenti del tanto temuto “mal di piedi”:

  • innanzitutto, una cura dei piedi inadeguata
  • lesioni causate da calzature e calze poco adatte
  • problemi di postura
  • l’età, poiché è risaputo che con l’invecchiamento le ossa possono deformarsi e trasformare qualunque cambiamento, seppur minimo, in una fonte di dolore consistente
  • infine, non dobbiamo dimenticarci che può entrare in gioco anche l’ereditarietà

Le conseguenze di questi fattori sono spesso assai visibili e fastidiose.

DISTURBI E PATOLOGIE

I calli (o ipercheratosi), ad esempio, sono semplicemente il meccanismo di difesa del piede nei confronti dell’uso sistematico di calzature sbagliate o di una postura scorretta, sia dei piedi stessi sia della colonna vertebrale.

Anche le vesciche sono lesioni molto frequenti nei piedi; spesso, a farle comparire basta una camminata con un paio di scarpe nuove o inadatte.

Un disturbo di tutt’altra natura è l’alluce valgo. Questa problematica di derivazione ossea, consiste in una malformazione dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce, che porta il dito a ripiegarsi verso l’interno, formando in tal modo la cosiddetta “cipolla”.

Vittime di questo problema sono spesso le donne, dato che deriva dall’uso di scarpe scomode (a punta, ad esempio) oltre che dalla predisposizione genetica. Le conseguenze sono un forte dolore, problemi nella deambulazione e spesso anche cattive posture e andature.

Anche la presenza di dita a martello (cioè a forma di T), metatarsalgie, fasciti plantari, supinazioni, pronazioni o sovraccarichi dei talloni può causare notevoli problemi.

Un altro problema dei piedi molto diffuso è l’iperidrosi plantare, o eccessiva sudorazione del piede. Solitamente essa è accompagnata da un cattivo odore causato dalla scomposizione dei batteri che proliferano nell’ambiente umido e caldo delle scarpe in cui rinchiudiamo i nostri piedi, specie in inverno.

SALUTE DEI PIEDI: COME PREVENIRE E CURARE

Da tutto ciò si deduce che dovremmo prestare sicuramente più attenzione ai nostri piedi, a cominciare dalla scelta delle calzature: comode e confortevoli, mai strette ed evitando i tacchi troppo alti.

Inoltre, è sempre consigliabile sottoporsi a una valutazione podologica e posturale per diagnosticare, ma anche e soprattutto per prevenire, molte problematiche relative alla salute dei piedi, della schiena e degli arti inferiori.

Infine, le ortesi plantari possono essere un grande alleato; plantari su misura, sottili, moderni e ad alta comprimibilità e memoria non sono adatti soltanto a chi già soffre di qualche problematica, ma a chiunque voglia prevenirle e aiutare i propri piedi a camminare più naturalmente.

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Donna scrive usando mani e piedi

Lo sapevi che c’è chi scrive con le mani e i piedi?

La giovane cinese Chen Siyuan è diventata famosa due anni fa per la sua abilità di saper scrivere contemporaneamente in due lingue diverse, usando entrambe le mani.

È tornata a far parlare di sé quest’anno, grazie a un video in cui scrive quattro versi distinti di una poesia, usando le mani e i piedi.

A quanto pare, Chen si è fatta visitare sia da un neurologo sia da un esperto di medicina cinese ed entrambi le hanno detto che il collegamento tra i due emisferi celebrali in lei è particolarmente sviluppato.

Fonte: www.nbcnews.com

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