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Domande frequenti

Cosa sono le calzature predisposte?

Per un adeguato e corretto utilizzo dei plantari, vi consigliamo di procurarvi sempre calzature predisposte al plantare, cioè con la possibilità di estrarre la soletta interna per poi poterci alloggiare il vostro plantare su misura. Questo per non togliere spazio all’interno della calzatura quando inserirete il vostro plantare personalizzato.

Oggigiorno sono tantissime le calzature predisposte, possiamo addirittura dividerle in quattro grandi gruppi: Sportive, Comfort fisiologiche, Ortopediche, e per i piedi molto difficili (diabetici, reumatici).

Potete trovare ulteriori informazioni sulle singole tipologie di calzature predisposte, con descrizioni ed esempi di marche, nel nostro approfondimento.

Qual è la scarpa adatta a me?

La scarpa adatta deve rispettare l’anatomia dei piedi:

  • La pianta deve essere comoda, con la punta arrotondata e la tomaia con l’altezza che consenta alle dita il massimo movimento
  • La calzatura deve potersi allacciare o chiudere sul collo del piede con velcri, lacci o fibbie
  • Il retro-piede deve avere contrafforti rigidi per contenere il calcagno
  • Se i montanti salgono troppo rischiano di ferire i malleoli. Bisogna prestare attenzione, perché quello esterno deve essere più basso di quello interno
  • La suola deve essere flessibile e ammortizzare per aiutare il passo ed evitare traumatismi. Quindi, i materiali adatti sono gomma, caucciù, microporosa e materiali poliuretanici.
  • Il tacco noi l’abbiamo già, è l’astragalo. Ma se proprio siete abituati a portarli, non devono superare i 4 cm
  • Il pellame deve essere primofiore morbido ma resistente, e in caso di piedi difficili con dita a martello, alluce valgo o piedi diabetici, esistono calzature in materiali elasticizzati e termoformabili
  • Per coloro che utilizzano plantari su misura, le calzature devono sempre avere soletta estraibile, sia che siano scarpe chiuse, sandali o ciabatte

I nostri specialisti vi indicheranno le calzature a voi più idonee e dove poterle acquistare.
Potete trovare ulteriori informazioni nella nostra guida per l’acquisto della scarpa giusta.

Ho prenotato la prima visita, devo portare qualcosa?

Portare con sé alla prima visita eventuali referti di esami o visite riguardanti piedi e postura (piedi, gambe, schiena) può aiutare lo specialista.
Lo stesso discorso vale per i plantari, se ne state già utilizzando un paio.

Inoltre, è importante saper dire allo specialista che tipo di calzature utilizzate più spesso (quelle in cui alloggereste un eventuale plantare).

Ogni quanto tempo è necessaria la visita di controllo?

Noi consigliamo di sottoporsi a una visita di controllo dopo circa due anni di utilizzo dei plantari, ossia quando è molto probabile che l’usura ne comprometta l’efficacia.

Perché è importante un esame baropodometrico?

Un esame baropodometrico (o analisi del cammino) è fondamentale nella scelta costruttiva e dei materiali dei plantari su misura, perché permette di individuare la forma dei vostri piedi e, di conseguenza, le calzature più idonee.
Inoltre, permette di:

  • stabilire tridimensionalmente i carichi da fermi e in movimento
  • evidenziare le supinazioni o le pronazioni del piede
  • elaborare una valutazione posturale e stabilometrica
  • migliorare i sistemi precedenti di misurazione e valutazione
  • sostituire la carta a carbone, le bende gessate e le schiume a compressione

In parole povere, è un esame completo e obiettivo che consente allo specialista di consigliare la miglior soluzione al paziente.

La nostra valutazione podologica e posturale comprende l’esame baropodometrico insieme a diversi altri test.

Si possono usare i plantari nei tacchi?

In linea di massima, è possibile inserire i plantari nei tacchi, a patto che non si tratti di décolléte e il tacco non superi i 4 cm. Infatti, in quel caso sarebbe impossibile garantire lo stesso livello di qualità del plantare su misura.

Inoltre, sarebbe un po’ un controsenso utilizzare plantari per migliorare la funzionalità del piede e contemporaneamente costringerlo a subire i gravi rischi causati dall’uso frequente delle scarpe col tacco.

Ho male soltanto a un piede, perché due plantari?

Perché due plantari? Perché entrambi i piedi fanno parte della stessa struttura architettonica. Patologie, disturbi, dolori e problemi morfologici non coinvolgono soltanto il piede in cui si presentano ma l’intero sistema, provocando posizioni antalgiche al dolore.

Utilizzare entrambi i plantari non solo compensa questa situazione, ma previene l’insorgere di problematiche all’altro piede. Soprattutto, impedisce che il rialzo di un solo plantare crei una dismetria in grado di danneggiare la postura dell’intero organismo.

Come pulire i plantari?

È bene procedere con frequenza almeno mensile a pulire i plantari in modo adeguato. Questo si può fare passandovi un panno inumidito con acqua e soluzione saponosa neutra, asciugando con una passata di panno asciutto e lasciando asciugare lontano da fonti di calore e dai raggi del sole.

Ci sono diversi tipi di plantari su misura?

Suddividiamo i plantari su misura in sei grandi famiglie a seconda della patologia, dell’utilizzo, della calzatura e dell’età:

  • plantari correttivi
  • plantari sportivi
  • plantari ortopedici
  • plantari diabetici o per piedi reumatici
  • plantari angiologici o flebologici
  • plantari post-operatori

Potete trovare nel nostro approfondimento altre informazioni sulle funzioni specifiche dei singoli tipi di plantari.

Quanto durano i plantari?

Molto spesso ci viene chiesto quanto durano i plantari: i nostri plantari su misura hanno garanzia di un anno.

Oltre questo termine, la loro durata dipende da diversi fattori che possono accelerarne l’usura, come la sudorazione, una corretta manutenzione, l’utilizzo sempre nello stesso paio di calzature o in diverse paia e i tempi di utilizzo.

In condizioni normali, dopo due anni la loro efficacia tende a essere compromessa.

Sento dolore con i plantari, cosa fare?

I plantari su misura sono dispositivi generalmente ben tollerati, ma nel primo periodo d’uso si possono verificare disturbi transitori di assestamento dovuti al processo di adattamento dei piedi e della postura. Si possono, quindi, sentire fastidi o dolori in attesa che il piede si abitui al plantare.

Il nostro consiglio è di continuare ad utilizzarli e, se i disturbi dovessero persistere oltre i 15 giorni, contattare lo specialista per valutare eventuali modifiche.

I plantari servono veramente? Li ho usati ma senza risultato

Per poter dire che i plantari servono veramente, è fondamentale attenersi scrupolosamente a precise regole e fasi:

  1. Effettuare sempre un esame baropodometrico oggettivo in statica e dinamica dei piedi da uno specialista che rileverà i carichi, la forma e la pianta, le altezze degli archi, le patologie, l’equilibrio e la postura
  2. Lo specialista, a seconda della morfologia, delle problematiche e dell’attività svolta, sceglierà i materiali e le correzioni da apportare all’ortesi plantare
  3. La scelta della calzatura più idonea a voi per l’inserimento del plantare è fondamentale per la funzionalità e il corretto utilizzo del plantare.

Mancando anche uno solo di questi presupposti, può succedere che i plantari su misura non servano a niente.

Perché i plantari su misura?

Perché i plantari su misura? Non bastano le solette generiche?
I piedi sono diversi fra di loro, a volte il destro dal sinistro; erroneamente classifichiamo i piedi tramite la numerazione ma sono altri e più numerosi i metodi di classificazione:

  1. La forma: greca, latina, germanica e anglosassone
  2. La pianta: stretta, normale, larga ed extralarga
  3. L’altezza delle volte: per stabilire se si ha un piede normale, cavo o piatto e di quale grado
  4. Pronazioni e supinazioni, cioè i cedimenti interni o esterni del piede
  5. Il varo-valgo delle articolazioni tibiotarsiche e delle ginocchia

Da ciò si deduce l’importanza di un plantare su misura, che prenda in considerazione tutti gli aspetti specifici del soggetto, adattandovisi perfettamente, e non si limiti a caratteristiche generiche.

Chi deve portare il plantare su misura?

Spesso ci viene chiesto chi deve portare il plantare su misura. I plantari sono consigliabili a tutte le persone che camminano e stanno in piedi su terreni piatti, rigidi e innaturali, come marmi, piastrelle, linoleum, parquet.

Praticamente a tutte le persone che vivono nel mondo moderno.

Il plantare su misura aumenta e distribuisce i carichi sull’intera pianta del piede, grazie all’aiuto di materiali di ultima generazione ad alta comprimibilità e memoria, e riesce ad evitare traumatismi e infiammazioni.

Le correzioni permettono, inoltre, di migliorare l’appoggio e la postura, la funzionalità della circolazione venosa e linfatica e i punti di riflesso.

Quali sono i benefici dei plantari su misura?

Il piede è una struttura architettonica ad archi.
I più importanti sono l’arco longitudinale interno, che va dal centro del tallone alla prima testa metatarsale, l’arco longitudinale esterno, dal tallone alla quinta testa metatarsale, e l’arco trasverso, dalla prima alla quinta testa metatarsale.
Le dita fungono da piloni di sostegno di quest’ultimo arco.

Il piede è fatto per camminare su terreni naturali, come sabbia, terra, ciottoli ed erba.
Quindi deve potersi adattare, ammortizzando e modificandosi a seconda della situazione.
Nel mondo moderno siamo abituati a camminare su superfici piatte, rigide, finte e sempre uguali. Non potendo più svolgere la sua azione, il piede si indebolisce, si infiamma e si traumatizza.

I benefici dei plantari e del loro corretto utilizzo sono, innanzitutto, la forma appropriata alla morfologia dei propri piedi.

Inoltre, aiutano a distribuire i carichi sull’intera superficie del piede, correggono i vizi di appoggio e di postura, ottimizzano l’azione ammortizzante e permettono al piede di compiere movimenti biomeccanici corretti.

Cos’è il neuroma di Morton?

Il neuroma di Morton è l’aumento del nervo sensitivo interdigitale.
Solitamente l’infiammazione e, quindi, il dolore, tendono a formarsi tra la seconda e terza testa metatarsale. Sostanzialmente è una fibrosi che causa l’aumento del volume del nervo come una specie di cisti.

Per saperne di più su cos’è il neuroma di Morton e come si cura vi rimandiamo al nostro approfondimento.

Cos’è la metatarsalgia?

Con metatarsalgia si intende una forte infiammazione delle teste metatarsali.
Consiste nell’abbassamento dell’arco trasverso e, solitamente, interessa la seconda e la terza testa metatarsale.

Porta all’allargamento della pianta del piede favorendo l’insorgere dell’alluce valgo e delle dita a griffe.

Potete trovare ulteriori informazioni su sintomi, cause e rimedi della metatarsalgia nell’approfondimento dedicato.

Cos’è l’alluce valgo?

È molto importante sapere cos’è l’alluce valgo, poiché parliamo di una delle patologie podaliche più diffuse, specialmente tra le donne.

L’alluce valgo è la deformazione in varo del primo raggio metatarsale e in valgo dell’alluce. Questo crea quell’angolo caratteristico con una forte prominenza, che causa dolore e borsiti.

Spesso viene data come causa l’ereditarietà.
È più giusto dire che di ereditario ci sono la forma e la pianta del piede, la lassità del legamento, il tono muscolare.

L’alluce valgo porta come conseguenze squilibri e posture sbagliate. Inoltre, inserendosi spesso al di sotto del secondo dito, provoca il cosiddetto dito a martello.

Per ulteriori informazioni, consigliamo il nostro approfondimento su sintomi, cause e prevenzione dell’alluce valgo.

Cos’è la fascite plantare?

La fascite plantare consiste in un processo infiammatorio a carico del legamento arcuato (o fascia plantare o aponeurosi plantare).
Per spiegare cos’è la fascite plantare, bisogna prima chiarire questa parte dell’anatomia del piede.

La fascia plantare è costituita da tessuto fibroso particolarmente robusto; ha origine dal calcagno e finisce per inserirsi alla base delle falangi prossimali (base delle dita). Anatomicamente e funzionalmente, presenta una continuità con il tendine calcaneale (tendine d’Achille).

La fascite plantare può manifestarsi sia all’inserzione della fascia plantare prossimale (calcagno), sia nel mesopiede (all’apice dell’arco longitudinale mediale) e nei metatarsi (distale).

Colpisce maggiormente chi ha piedi piatti o molto cavi, gli sportivi (soprattutto runners, cestisti, tennisti, pallavolisti e calciatori), chi lavora in piedi (camerieri, cuochi, ristoratori, baristi, infermieri), coloro che lavorano inginocchiati o su scale e, soprattutto, chi utilizza calzature antinfortunistiche.

Ecco il nostro approfondimento sulla fascite plantare e come si cura.

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