Artrite: tipi, sintomi, cause e trattamenti

Pubblicato il 4 maggio 2023 · Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

L’artrite è un termine che comprende numerose condizioni caratterizzate da un processo infiammatorio a carico delle articolazioni. Può causare dolore, rigidità, gonfiore e limitazione dei movimenti e può presentarsi in forme molto diverse tra loro per origine, sintomi e trattamento.

Esistono oltre 100 tipologie di artrite; tra le più note troviamo l’artrite reumatoide, la gotta e le spondiloartriti.

L’artrite è una condizione infiammatoria che può interessare una o più articolazioni. È abbastanza diffusa e tra le sedi più frequentemente coinvolte troviamo mani, piedi, ginocchia, anche e caviglie.

A seconda della forma, l’artrite può avere origine autoimmune, metabolica, infettiva, traumatica o essere legata ad altri fattori.

Pur presentando sintomi simili (quelli che comunemente vengono chiamati “reumatismi”), la differenza tra artrite e artrosi è che l’artrite è caratterizzata principalmente da un processo infiammatorio, mentre l’artrosi è una patologia degenerativa cronica che interessa soprattutto la cartilagine articolare.

I sintomi possono variare in base al tipo di artrite e alle articolazioni coinvolte. Tra quelli più comuni troviamo:

  • dolore articolare
  • rigidità
  • gonfiore
  • rossore
  • limitazione del movimento

Alcune forme possono provocare sintomi che interessano altre parti dell’organismo.

Artrite alle mani con gonfiore articolare
Artrite alle mani con gonfiore e infiammazione

Esistono oltre 100 tipologie di artrite, con differenze notevoli in termini di cause, sintomi e decorso. La classificazione non è sempre univoca e alcune condizioni possono presentare caratteristiche comuni o sovrapposte.

Tra le principali forme troviamo le seguenti.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria sistemica di origine autoimmune. Il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti delle articolazioni, in particolare la membrana sinoviale.

Può causare dolore, gonfiore e rigidità articolare e, con la progressione della malattia, può coinvolgere diverse articolazioni e interessare anche altri organi e tessuti, come pelle, occhi, apparato respiratorio e cardiovascolare.

L’artrite gottosa, o gotta, è associata a un accumulo di cristalli di urato nelle articolazioni, conseguente a livelli elevati di acido urico.

Colpisce frequentemente il piede e può provocare episodi di dolore acuto, gonfiore e rossore. Nei casi cronici, possono comparire anche depositi di cristalli di urato chiamati “tofi“.

Le spondiloartriti costituiscono un gruppo di malattie infiammatorie che possono interessare la colonna vertebrale e il bacino.

Tra queste rientra, per esempio, la spondilite anchilosante, caratterizzata dalla fusione degli elementi articolari presenti nella colonna vertebrale.

Tra le altre forme di artrite e condizioni reumatiche correlate troviamo:

  • l’artrite psoriasica (che si presenta solitamente nei soggetti affetti da psoriasi)
  • la fibromialgia
  • il lupus eritematoso sistemico
  • l’artrite reattiva (più frequente nei giovani, è la risposta articolare a un’infezione precedente)
  • l’artrite enteropatica
  • l’artrite settica, che è causata da agenti esterni come batteri, virus o funghi e si presenta anche con febbre e brividi
  • forme di artrite giovanile

Le cause dell’artrite dipendono dalla forma della patologia. Possono essere:

  • autoimmuni
  • metaboliche
  • infettive
  • traumatiche
  • genetiche
  • idiopatiche, quando non è possibile individuare una causa precisa

Anche età, predisposizione familiare, condizioni metaboliche e altri fattori possono avere un ruolo differente a seconda del tipo di artrite.

L’esame clinico permette di valutare i sintomi dell’infiammazione. Si possono prescrivere ulteriori esami, in base alla forma della patologia sospettata dal medico, come ad esempio analisi del sangue e delle urine, radiografia, risonanza magnetica, ecografia e analisi del liquido sinoviale delle articolazioni. Per questo tipo di malattie, la figura di riferimento per diagnosi e trattamenti è generalmente il medico reumatologo.

Il trattamento dipende dalla forma di artrite, dalla sua gravità e dalle articolazioni coinvolte.

Solitamente, si tratta di una condizione cronica per cui non esistono cure totalmente risolutive. L’obiettivo dei trattamenti è quello di controllare i sintomi, alleviare il dolore, rallentare la progressione dei danni articolari e preservare il più possibile la mobilità e la qualità della vita.

A seconda della situazione, si possono utilizzare:

  • farmaci antidolorifici
  • farmaci corticosteroidi contro l’infiammazione
  • farmaci antireumatici, utilizzati in particolare in alcune forme infiammatorie e autoimmuni
  • fisioterapia per migliorare il più possibile la capacità di movimento
  • utilizzo di ausili per la riduzione del dolore e il miglioramento della mobilità: dai plantari su misura ai sostegni anti-caduta da allestire in casa
  • nei casi avanzati, la chirurgia permette di sostituire l’articolazione troppo danneggiata o intervenire sui capi articolari

Quando l’artrite interessa piedi, caviglie, ginocchia o altre articolazioni sottoposte al carico corporeo, può essere utile valutare anche la distribuzione dei carichi durante la stazione eretta e il movimento. I plantari su misura possono contribuire a ridistribuire i carichi e a limitare alcuni sovraccarichi articolari.

Non tutte le forme di artrite possono essere prevenute, perché alcuni fattori di rischio (per esempio quelli genetici e autoimmuni) non sono modificabili.

È comunque possibile intervenire su alcuni fattori che contribuiscono alla salute delle articolazioni:

  • prestare attenzione alla propria storia medica e a quella della propria famiglia, data la componente della predisposizione genetica
  • mantenere un’alimentazione sana, cercando di ridurre il più possibile il sovrappeso, che tende a esacerbare qualunque problematica articolare
  • l’attività fisica costante aiuta ad affrontare queste patologie e a conservare flessibilità nelle articolazioni
  • evitare, per quanto possibile, traumi e sovraccarichi ripetuti
  • rivolgersi al medico in presenza di dolore, gonfiore o rigidità articolare persistenti
Quali sono i sintomi iniziali dell’artrite?

I sintomi iniziali possono includere dolore, gonfiore, rigidità e difficoltà nei movimenti delle dita e delle mani o dei piedi. In alcune forme, come l’artrite reumatoide, la rigidità è spesso più evidente al mattino o dopo periodi di inattività e può durare oltre 30 minuti. Le piccole articolazioni di mani e piedi sono tra le sedi più frequentemente coinvolte nelle fasi iniziali.

L’artrite può interessare anche gli occhi?

Sì. Alcune forme di artrite possono avere manifestazioni anche al di fuori delle articolazioni e coinvolgere gli occhi. Nell’artrite reumatoide, per esempio, possono comparire secchezza e altre problematiche oculari; altre forme infiammatorie possono essere associate a congiuntivite o uveite. In presenza di dolore, arrossamento o disturbi della vista è opportuno rivolgersi al medico.

Dall’artrite si può guarire?

Dipende dal tipo di artrite e dalla sua causa. Alcune forme sono croniche e non prevedono una guarigione definitiva, ma i trattamenti possono controllare l’infiammazione, ridurre i sintomi e limitare il danno articolare, arrivando in alcuni casi alla remissione. Altre forme, come alcune artriti reattive o infettive, possono invece risolversi trattando la causa sottostante. Per questo è importante identificare con precisione il tipo di artrite e impostare il trattamento più appropriato.

In presenza di artrite o altri problemi articolari, una corretta distribuzione dei carichi può diventare ancora più importante per limitare sovraccarichi durante la postura e il movimento. Compila il questionario: ci permetterà di conoscere meglio la tua situazione e di indicarti il percorso più adatto, senza impegno.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura

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