Pubblicato il 7 marzo 2019 · Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica
Il piede diabetico è una delle possibili complicanze del diabete e può svilupparsi quando la malattia determina alterazioni dei nervi e/o della circolazione degli arti inferiori. La perdita di sensibilità, le difficoltà di cicatrizzazione e la presenza di zone sottoposte a eccessiva pressione possono favorire lesioni che, se non individuate e trattate tempestivamente, possono evolvere in ulcere e infezioni.
Riconoscere i sintomi iniziali del piede diabetico, controllare regolarmente i piedi e intervenire sui fattori di rischio è fondamentale per prevenire le complicanze.
- Che cos'è il piede diabetico?
- Quali sono le cause e i fattori di rischio?
- Quali sono i sintomi iniziali del piede diabetico?
- Come si cura il piede diabetico?
- Come prevenire il piede diabetico?
- Plantari, appoggio e calzature nel piede diabetico
- 6 accorgimenti per la prevenzione quotidiana
- Domande frequenti sul piede diabetico
- Fonti e approfondimenti
- Articoli correlati
Che cos’è il piede diabetico?
Con il termine piede diabetico, si indica un insieme di alterazioni anatomiche e funzionali del piede associate soprattutto a due importanti complicanze del diabete: la neuropatia diabetica e l’arteriopatia periferica.
La neuropatia può ridurre progressivamente la sensibilità al dolore, al caldo, al freddo e al contatto. In questo modo, una piccola ferita, una vescica, uno sfregamento provocato dalla scarpa o una zona sottoposta a pressione eccessiva possono passare inosservati.
L’arteriopatia, invece, riduce l’apporto di sangue ai tessuti e può rendere più difficile la guarigione delle lesioni. Le due condizioni possono essere presenti contemporaneamente, aumentando il rischio di ulcerazioni e altre complicanze.
Queste complicanze si manifestano di più in soggetti anziani, con diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2, ma non sono da escludere anche casi in soggetti più giovani. Questo accade specie se la malattia non viene tenuta sotto controllo in modo corretto.
Quali sono le cause e i fattori di rischio?
Alla base del piede diabetico, troviamo principalmente il danno progressivo ai nervi periferici e ai vasi sanguigni provocato dal diabete.
La neuropatia può alterare non soltanto la sensibilità, ma anche la struttura e la biomeccanica del piede. Eventuali deformità e alterazioni dell’appoggio possono determinare zone sottoposte a pressioni elevate, nelle quali aumenta il rischio di callosità e lesioni.
Tra gli altri fattori che possono aumentare il rischio, troviamo la lunga durata del diabete, un controllo metabolico inadeguato, il fumo, l’ipertensione, alterazioni della circolazione, precedenti ulcerazioni e deformità del piede.
Una particolare complicanza associata alla neuropatia è il piede di Charcot, caratterizzato da importanti alterazioni ossee e articolari.
Quali sono i sintomi iniziali del piede diabetico?
Il piede diabetico non si manifesta nello stesso modo in tutte le persone. Tra i possibili segnali iniziali possono comparire:
- riduzione della sensibilità al tatto, al caldo, al freddo o al dolore
- formicolio, bruciore o sensazioni anomale
- pelle secca o fissurata
- calli e zone sottoposte a pressione
- variazioni di colore o temperatura della pelle
- gonfiore
- piccole ferite, vesciche o abrasioni che tendono a guarire con difficoltà
Un aspetto particolarmente insidioso è che una lesione può essere presente anche senza dolore, proprio a causa della perdita di sensibilità provocata dalla neuropatia. Per questo motivo, l’assenza di dolore non deve essere considerata una garanzia che il piede sia sano.

Nella pratica, uno scenario abbastanza comune è il seguente: la persona diabetica subisce un trauma al piede, di cui non si rende conto a causa della neuropatia. L’arteriopatia impedisce la cicatrizzazione corretta e l’ulcera rischia facilmente di sviluppare infezione, necrosi o gangrena.
Questa situazione, se non viene trattata con urgenza, può portare a un intervento di amputazione del piede, interamente o in parte. Secondo le statistiche, infatti, il piede diabetico è la prima causa non-traumatica di amputazione degli arti inferiori.
Come si cura il piede diabetico?
Il trattamento dipende dal tipo e dalla gravità della problematica presente.
Se sono già presenti lesioni, c’è urgente bisogno di un intervento medico. L’ulcera dev’essere valutata nel modo corretto da un’equipe di pronto soccorso prima della scelta di una terapia.
Si raccomanda di non medicarsi da soli! Esistono diverse tipologie di ulcere diabetiche e diverse sono anche le loro cure; un’errata medicazione farebbe seri danni.
Come prevenire il piede diabetico?
La prevenzione è la vera arma a nostra disposizione nel trattamento del piede diabetico. Resta fondamentale anche dopo eventuali cure ospedaliere, per evitare recidive. È necessario anche educare il paziente e/o chi lo assiste sul modo migliore per tenere sotto controllo la propria patologia.
Le persone con diabete dovrebbero sottoporsi periodicamente a un controllo dei piedi. Le linee guida prevedono almeno un controllo annuale nelle persone a rischio molto basso e controlli più frequenti al crescere del livello di rischio.
Plantari, appoggio e calzature nel piede diabetico
La distribuzione delle pressioni sotto il piede ha particolare importanza nelle persone a rischio di ulcerazione. Infatti, zone sottoposte ripetutamente a carichi elevati possono favorire la comparsa di callosità e lesioni.
Una valutazione podologica e posturale completa è in grado di rilevare eventuali problemi nella morfologia dei piedi, siano essi causati dal diabete o presenti già da prima. Vengono anche evidenziate le zone di sovraccarico che potrebbero dar luogo a lesioni.

Sulla base dell’esame, si possono far realizzare dei plantari su misura adatti, in materiali di ultima generazione specifici per il diabete.
Studi recenti e le linee guida attuali sottolineano il ruolo di plantari personalizzati e calzature adatte nella gestione del piede diabetico.
6 accorgimenti per la prevenzione quotidiana
Oltre ai plantari e alle calzature, questa lista fornisce altri utili accorgimenti:
- Controllare i piedi ogni giorno:
osservare la pianta, le dita e gli spazi interdigitali alla ricerca di ferite, vesciche, abrasioni, callosità, arrossamenti o variazioni della cute. Se necessario, utilizzare uno specchio o chiedere aiuto a un’altra persona. - Curare l’igiene e la pelle:
lavare quotidianamente i piedi e asciugarli accuratamente, soprattutto tra le dita. In presenza di pelle secca, scegliere prodotti emollienti a base di lanolina o vaselina. Evitare borotalchi o altri prodotti, per non far proliferare i batteri. - Non camminare scalzi:
è consigliabile proteggere i piedi, sia all’esterno sia in casa. La ridotta sensibilità può impedire di avvertire immediatamente piccoli traumi, corpi estranei o temperature eccessive. - Prestare attenzione alle unghie:
le linee guida raccomandano di tagliarle dritte, evitando interventi traumatici. Quando la sensibilità è ridotta o risulta difficile occuparsene in sicurezza, è meglio limarle e rivolgersi a personale qualificato. - Prestare attenzione a calli e duroni:
non usare autonomamente prodotti o strumenti per eliminarli. In una persona con diabete, una callosità può indicare una zona sottoposta a pressione elevata e richiede particolare attenzione. - Scegliere attentamente calze e calzature:
le scarpe devono accogliere correttamente la forma del piede senza creare punti di pressione o sfregamento. È utile controllarne anche l’interno prima di indossarle per verificare che non siano presenti corpi estranei. Scegliere calzini senza cuciture troppo spesse e cambiarli ogni giorno, facendo attenzione che siano sempre integri.
Domande frequenti sul piede diabetico
Il piede diabetico può iniziare senza dolore?
Sì. La neuropatia diabetica può ridurre la sensibilità al dolore, alla pressione e alla temperatura, per cui una vescica, un’abrasione o un’altra piccola lesione possono svilupparsi senza provocare un dolore evidente. Per questo, nelle persone a rischio, l’ispezione quotidiana dei piedi è particolarmente importante.
Come prendersi cura delle unghie se si ha il diabete?
Le unghie devono essere curate con particolare attenzione. Le linee guida raccomandano di tagliarle dritte, evitando di accorciarle eccessivamente o provocare piccole ferite. In presenza di ridotta sensibilità, difficoltà visive o motorie, unghie problematiche o dubbi sulla procedura corretta è preferibile rivolgersi a personale qualificato.
Quando rivolgersi al podologo per il piede diabetico?
Il podologo può avere un ruolo importante nella prevenzione e nella gestione di callosità, unghie problematiche e altri fattori che possono aumentare il rischio di lesioni. Invece, in presenza di un’ulcera aperta, gonfiore inspiegato, arrossamento, aumento della temperatura del piede o segni di infezione è necessaria una valutazione medica tempestiva.
Fonti e approfondimenti
- Istituto Superiore di Sanità – Piede diabetico: cause, sintomi, cure e prevenzione
- Istituto Superiore di Sanità – La terapia del piede diabetico
- Uso di calzature terapeutiche in pazienti con il diabete (2026)
Vuoi approfondire l’appoggio e la distribuzione dei carichi sui tuoi piedi?
In presenza di diabete, individuare eventuali zone di sovraccarico e utilizzare calzature e plantari adeguati può assumere particolare importanza nella prevenzione. Se non sono presenti lesioni acute che richiedono assistenza medica, compila il questionario: ci permetterà di conoscere meglio la tua situazione e indicarti se una valutazione podologica e posturale può essere utile nel tuo caso, senza impegno.
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