Come si cura la tendinite: cause, trattamenti e prevenzione

Pubblicato il 16 giugno 2017 · Ultimo aggiornamento: agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

La tendinite è un problema del tendine che può provocare dolore e difficoltà durante il movimento. Nel linguaggio comune, questo termine viene usato per molte condizioni, ma quando dolore e riduzione della funzione persistono nel tempo è generalmente preferito il termine tendinopatia.

La cura dipende dal tendine interessato, dalla durata dei sintomi e dalla causa. Nelle forme persistenti, il trattamento non consiste normalmente nel semplice riposo: gestione appropriata del carico ed esercizio progressivo rappresentano elementi centrali della riabilitazione.

Tendinite e tendinopatia sono la stessa cosa?

Non esattamente. Il termine tendinite descrive un processo infiammatorio del tendine ed è particolarmente diffuso nel linguaggio comune. Il termine tendinopatia, invece, è quello raccomandato per indicare il dolore tendineo persistente e la perdita di funzione correlati al carico meccanico.

Non è corretto interpretare ogni dolore tendineo persistente semplicemente come una “infiammazione da spegnere“. Ridurre il dolore è utile nella prima fase, ma nel recupero di molte tendinopatie è necessario lavorare progressivamente sulla capacità del tendine di tollerare nuovamente il carico.

Confronto schematico tra struttura di un tendine sano e tendine con tendinopatia
Confronto tra struttura di un tendine sano e di un tendine con tendinopatia: le fibre non sono più sane e parallele, bensì risultano più spesse e con organizzazione irregolare

Quali sono le cause della tendinite?

Generalmente, le problematiche tendinee sono multifattoriali, cioè è impossibile ricondurne l’origine a un’unica causa.

Un fattore importante è il rapporto tra il carico richiesto al tendine e la sua capacità di tollerarlo. Ripetere frequentemente determinati movimenti, incrementare rapidamente intensità o volume dell’attività senza permettere un recupero adeguato possono contribuire alla comparsa dei sintomi. Anche un trauma improvviso può provocare una lesione tendinea acuta.

Possono entrare in gioco anche:

  • caratteristiche dell’attività sportiva o lavorativa
  • errori o cambiamenti improvvisi nell’allenamento
  • tecnica del movimento
  • età e capacità di recupero
  • condizioni individuali che influenzano la salute del tendine
  • precedenti lesioni
  • fattori biomeccanici specifici del distretto interessato

Dove può comparire una tendinite?

I tendini sono presenti in numerosi distretti corporei e il dolore tendineo può interessare, tra gli altri, spalla, gomito, polso e mano, ginocchio, piede e caviglia.

La nostra esperienza clinica comprende più specificamente le tendinopatie dell’arto inferiore, in cui vanno considerati anche eventuali problemi di appoggio del piede e di postura, oltre all’uso di calzature inadeguate.

Come si cura la tendinite?

Non esiste una sola terapia valida per tutti i tendini e per tutte le fasi. Il trattamento viene definito in funzione di sede, durata dei sintomi, causa, capacità funzionale e carichi ai quali il paziente deve tornare. Quasi sempre, comunque, il primo approccio è conservativo.

Gestione del carico

Nelle prime fasi di un problema tendineo acuto, può essere utile il riposo, o comunque una riduzione temporanea delle attività.

Nelle tendinopatie persistenti, però, il riposo completo prolungato non rappresenta normalmente l’obiettivo terapeutico. Piuttosto, il carico viene ridotto, adattato e successivamente incrementato in modo progressivo per recuperare la capacità funzionale del tendine.

Esercizio terapeutico e rinforzo

Programmi di esercizio contro resistenza hanno mostrato benefici nella gestione delle tendinopatie, rilevando risultati migliori con carichi esterni sufficientemente elevati e adeguati periodi di recupero.

Tuttavia, non esiste un unico esercizio valido per tutti. A seconda del tendine e della fase, può essere elaborato un programma individualizzato con esercizi diversi (contrazioni isometriche, concentriche, eccentriche, isotone contro resistenza).

Fisioterapia

La fisioterapia può avere un ruolo centrale nel recupero attraverso gestione del carico, esercizio terapeutico, recupero della forza e progressione verso le attività quotidiane o sportive.

Tutori, ausili, plantari

In alcuni casi un tutore, bendaggio o altro supporto può contribuire temporaneamente alla gestione dei sintomi o del carico.

Nelle tendinopatie degli arti inferiori associate a un’alterazione dell’appoggio che aumenta il sovraccarico, sono utili plantari su misura che distribuiscano correttamente il carico, migliorando la meccanica di piedi e caviglie.

Farmaci

Farmaci analgesici o antinfiammatori possono essere usati in determinati casi per ridurre temporaneamente il dolore, in base alle indicazioni del proprio medico. È importante ricordare, però, che il controllo farmacologico del dolore non deve essere confuso con il recupero della capacità funzionale del tendine.

Quanto tempo ci vuole per guarire?

I tempi di recupero variano e dipendono dal tendine interessato, dalla durata del problema, dall’entità dei sintomi e dalle richieste funzionali del paziente.

Non è possibile stabilire una durata standard della “cura della tendinite”. Il recupero dovrebbe essere guidato soprattutto dalla progressiva capacità del tendine di tollerare movimento e carico.

Quando è necessario rivolgersi a uno specialista?

Quando il dolore persiste, limita in modo importante la funzione o continua a ricomparire è importante approfondire il problema.

Attenzione: un dolore improvviso molto intenso, associato a uno schiocco o alla perdita improvvisa della funzione richiede un intervento immediato, perché può indicare una lesione o rottura tendinea, non una semplice tendinopatia.

Leggi l’approfondimento su sintomi e diagnosi della tendinite →

Come prevenire la tendinite?

Non tutte le tendinopatie possono essere prevenute, ma è possibile intervenire su diversi fattori modificabili per ridurre il rischio di sovraccaricare un tendine.

Tra le strategie utili rientrano:

  • aumentare progressivamente intensità e volume dell’attività
  • evitare bruschi cambiamenti di allenamento senza adeguata preparazione
  • prevedere tempi di recupero appropriati
  • curare riscaldamento, tecnica e gesto sportivo
  • scegliere equipaggiamento e calzature adeguati all’attività
  • intervenire tempestivamente quando un tendine inizia a mostrare una ridotta tolleranza al carico

Secondo l’approccio dei nostri specialisti, nelle problematiche tendinee dell’arto inferiore, in particolare quando è coinvolto il tendine d’Achille, una valutazione podologica e posturale può contribuire a individuare alterazioni biomeccaniche e distribuzioni non ottimali dei carichi. Intervenire su questi fattori si inserisce in una strategia volta a ridurre i sovraccarichi e il rischio di recidiva, insieme alla corretta gestione dell’attività e al recupero funzionale.

Tendinite e sport

La comparsa di una tendinopatia non significa necessariamente che l’attività sportiva debba essere sospesa completamente fino alla scomparsa di ogni sintomo.

In molti percorsi riabilitativi, è necessario modificare temporaneamente il carico, mantenere le attività tollerate e reintrodurre progressivamente quelle più impegnative. Il programma individuale deve essere costruito in funzione del tendine, dello sport e della risposta ai carichi.

La tendinite passa con il riposo?

Il riposo può ridurre temporaneamente il dolore, soprattutto nelle fasi acute, ma nelle tendinopatie persistenti il riposo completo prolungato non è generalmente il trattamento principale. Il recupero richiede una gestione progressiva del carico e un programma di esercizio adeguato.

È meglio ghiaccio o caldo per la tendinite?

Nelle fasi iniziali dolorose, il ghiaccio può essere usato per ottenere un sollievo sintomatico temporaneo. Non esiste una regola universale: la scelta dipende dalla fase e dalla condizione, e né caldo né freddo sostituiscono il trattamento della causa e il recupero funzionale.

Si può fare sport con una tendinite?

Dipende dalla sede, dalla gravità e dalla risposta al carico. In alcune fasi, può essere necessario ridurre o sospendere temporaneamente le attività irritanti; in seguito, il carico viene reintrodotto in modo progressivo. Per le tendinopatie persistenti, l’esercizio terapeutico rappresenta una componente importante del recupero.

Quando il problema coinvolge gli arti inferiori, anche l’appoggio e la distribuzione dei carichi possono essere elementi da valutare nel quadro complessivo. Compila il questionario: ci permetterà di conoscere meglio la tua situazione e indicarti se una valutazione podologica e posturale può essere utile nel tuo caso, senza impegno.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura

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