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Dismetrie degli arti inferiori

Dismetrie degli arti inferiori

Le dismetrie degli arti inferiori sono da sempre una fonte di grandi controversie. Si parla di dismetrie lievi quando sono < 3 cm.

Innanzitutto, bisogna distinguere le dismetrie anatomiche o strutturali da quelle funzionali.
Le dismetrie anatomiche sono dovute ad una ineguale lunghezza delle componenti ossee degli arti inferiori, spesso compensata da un adattamento funzionale nell’arto lungo includendo una pronazione della caviglia. Le spine iliache antero-superiore e postero-superiore sono più basse nell’arto corto.

Le dismetrie funzionali occorrono secondariamente ad una rotazione del bacino causata da una rigidità/contrattura articolare e/o da un malallineamento assiale, incluse le scoliosi. Il piede dell’arto corto è extraruotato, il calcagno è in valgo e la volta longitudinale plantare è collassata. La spina iliaca postero-superiore è alta nel lato dell’arto corto, mentre la spina iliaca antero-superiore è più alta nel lato dell’arto lungo.
Dismetrie arti inferioriGli effetti delle dismetrie sulla postura e sull’andatura sembrano implicati nello sviluppo a lungo termine di dorso-lombalgie, fratture da stress ed osteoartrosi, soprattutto in persone con mansioni che comportano carichi meccanici ripetitivi.

CHE COSA FARE?

Nei bambini, la maggior parte delle gambe corte è legata all’iperpressione su uno dei due arti inferiori provocata da uno squilibrio posturale. Il processo si autolimita nel tempo, trovando un suo bilancio intrinseco; a questo punto, mettere un rialzo aggraverebbe la problematica posturale. Non bisogna, dunque, compensare una gamba corta, ma riprogrammare il sistema tonico-posturale con l’intervento di due figure professionali emblematiche e necessarie quali:
– osteopata
– fisioterapista (competenze posturali)

Nell’adulto, una volta stimata la vera eterometria e ricondizionato da un punto di vista posturale, bisogna procedere con un’analisi del passo in statica e dinamica rivolgendosi ad uno specialista, dove si potrà valutare l’utilizzo di ortesi plantari realizzate su misura e comprensive di un rialzo volto a riequilibrare la situazione.

A cura di Massimo Zappella
Osteopata (Villa d’Almè)

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