Pubblicato il 13 ottobre 2015 · Ultimo aggiornamento: settembre 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica
Vedere che un bambino appoggia quasi tutta la pianta del piede a terra può preoccupare i genitori, ma nei primi anni di vita il piede piatto è molto comune e spesso fa parte del normale processo di crescita.
L’arco plantare si sviluppa progressivamente durante l’infanzia e non esiste un’età identica per tutti in cui il piede debba aver raggiunto la sua forma definitiva. Per questo, avere il piede piatto non significa automaticamente avere un problema né avere bisogno di plantari.
- Perché i bambini piccoli hanno spesso i piedi piatti?
- Piede piatto: valutare la flessibilità
- A che età bisogna controllare il piede piatto nel bambino?
- Quando il piede piatto merita maggiore attenzione?
- Piede piatto, pronazione e postura
- Come si valuta il piede piatto nel bambino?
- Quando servono i plantari per il piede piatto nel bambino?
- I plantari correggono definitivamente il piede piatto?
- Esercizi, movimento e fisioterapia
- Quali scarpe scegliere?
- Ogni quanto controllare il bambino durante la crescita?
- Intervento per il piede piatto nel bambino: quando si considera?
- Perché intervenire al momento giusto?
- Domande frequenti sul piede piatto nel bambino
- Fonti e approfondimenti
- Articoli correlati
Perché i bambini piccoli hanno spesso i piedi piatti?
Nei primi anni di vita, l’arco plantare è ancora in fase di sviluppo. Inoltre, il piede presenta caratteristiche differenti rispetto a quello dell’adulto: tessuti più elastici, una struttura ancora in crescita e una maggiore quantità di tessuto adiposo nella zona plantare possono rendere l’arco poco evidente quando il bambino sta in piedi.
Con la crescita, cambiano progressivamente:
- forma del piede
- tono e funzione muscolare
- legamenti
- controllo del movimento
- appoggio durante il cammino
- rapporto tra il piede e il resto degli arti inferiori
Per questo, il piede piatto in un bambino molto piccolo non deve essere interpretato automaticamente come una deformità da correggere.
Piede piatto: valutare la flessibilità
Una distinzione importante è quella tra piede piatto flessibile e rigido.
Nel piede piatto flessibile, l’arco può essere poco evidente quando il bambino è in piedi ma ricompare, almeno in parte, quando il piede non sostiene il peso o durante determinati movimenti. È la forma più comune nell’infanzia e molto spesso non causa dolore né limitazioni.
Il piede piatto rigido, invece, è meno comune: l’arco rimane assente o fortemente ridotto anche quando il piede non è sotto carico e può essere associato a dolore, riduzione della mobilità o alterazioni strutturali. In presenza di rigidità, dolore importante o altri segni insoliti, è importante un approfondimento medico.
A che età bisogna controllare il piede piatto nel bambino?
Non esiste un’unica età oltre la quale ogni piede piatto debba essere considerato patologico. Lo sviluppo dell’arco è progressivo e può continuare durante buona parte dell’infanzia.
L’approccio dei nostri specialisti è orientato alla valutazione preventiva. A partire dai 5-6 anni, quando il piede presenta ancora un piattismo significativo, consigliamo di valutare non soltanto l’aspetto dell’arco, ma anche il comportamento dell’appoggio, la distribuzione dei carichi, il retropiede e gli eventuali compensi associati.
L’indicazione non dipende quindi dalla sola età né dalla semplice presenza di un arco basso: ogni bambino viene valutato individualmente.
Quando il piede piatto merita maggiore attenzione?
Una valutazione diventa particolarmente utile quando il piede piatto è associato ad altri elementi, per esempio:
- dolore ai piedi o alle caviglie
- affaticamento precoce durante cammino, gioco o sport
- difficoltà a mantenere l’attività rispetto ai coetanei
- rigidità del piede
- differenze marcate tra piede destro e sinistro
- pronunciato valgismo del retropiede
- frequenti inciampi o sensazione di instabilità
- consumo molto asimmetrico della suola delle scarpe
- evoluzione dell’appoggio che appare poco favorevole durante la crescita
- alterazioni degli arti inferiori o della postura che meritano un approfondimento
Anche in assenza di dolore, alcune caratteristiche marcate dell’appoggio possono essere utilmente valutate durante la crescita per capire se sia opportuno semplicemente controllarle nel tempo oppure intervenire.
Piede piatto, pronazione e postura
Piede piatto e pronazione non sono la stessa cosa.
La pronazione è un movimento fisiologico del piede. In alcuni bambini con piede piatto, però, il retropiede può mostrare una pronazione particolarmente evidente e il tallone può inclinarsi maggiormente verso l’interno.
Piede e caviglia fanno parte di una catena che comprende ginocchia, anche, bacino e colonna. Nella nostra esperienza clinica, un appoggio particolarmente alterato può interagire con il modo in cui il bambino utilizza gli arti inferiori e organizza la propria postura.
L’obiettivo della valutazione non è portare tutti i bambini verso una postura teoricamente perfetta, ma individuare l’assetto più funzionale per le caratteristiche e lo sviluppo della singola persona.
Come si valuta il piede piatto nel bambino?
La valutazione non dovrebbe limitarsi a osservare se l’arco plantare è visibile: è importante considerare il bambino nel suo insieme.
Durante una valutazione podologica e posturale, possiamo osservare la morfologia dei piedi, il comportamento dell’arco plantare sotto carico e senza carico, la posizione del retropiede, l’appoggio statico e durante il cammino. Inoltre, possiamo analizzare la distribuzione delle pressioni, eventuali differenze tra piede destro e sinistro, il comportamento di ginocchia e bacino in relazione alla postura, nonché la mobilità e la funzionalità del piede.
Quando sono presenti dolore, rigidità, deformità importanti o altri elementi che fanno sospettare una condizione strutturale, neurologica o ortopedica, può essere necessario l’inquadramento medico ed eventualmente ricorrere a esami diagnostici.
Quando servono i plantari per il piede piatto nel bambino?
Non tutti i bambini con i piedi piatti hanno bisogno di plantari. La scelta dipende dall’età, dall’evoluzione dell’appoggio, dalla presenza di sintomi, dalle caratteristiche dei due piedi e dal quadro funzionale e posturale complessivo.
Quando la valutazione ne evidenzia l’utilità, un plantare su misura per il bambino può essere utilizzato per:
- guidare l’appoggio durante la crescita
- distribuire i carichi in modo più funzionale
- gestire una pronazione particolarmente marcata
- migliorare stabilità ed equilibrio
- ridurre eventuali sovraccarichi
- favorire un uso più funzionale del piede e degli arti inferiori
- accompagnare lo sviluppo verso l’assetto posturale più funzionale per il bambino
Il plantare viene progettato in funzione della situazione individuale e può essere differente tra piede destro e sinistro, quando le caratteristiche dell’appoggio non sono uguali. Non si tratta, quindi, di inserire semplicemente un sostegno standard sotto l’arco plantare.
I plantari correggono definitivamente il piede piatto?
È importante distinguere tra modificare funzionalmente l’appoggio durante la crescita e garantire una modifica strutturale definitiva della forma del piede.
Molti studi mostrano benefici su dolore, funzionalità e parametri biomeccanici. Ci sono riscontri anche per quanto riguardano i parametri radiografici, ma i risultati variano da persona a persona e la correzione grazie al plantare non può essere una garanzia per tutti.
Nella nostra esperienza clinica, il plantare personalizzato può essere uno strumento utile per accompagnare la crescita, gestire l’appoggio e favorire una biomeccanica e una postura più funzionali. Il risultato deve comunque essere valutato nel tempo e non può essere identico per tutti.
Vuoi capire se è utile una valutazione?
Se hai dubbi sull’appoggio o sulla crescita del piede di tuo figlio, puoi compilare il nostro questionario per ricevere un primo orientamento.
Esercizi, movimento e fisioterapia
Il trattamento del piede piatto infantile, quando necessario, non si limita esclusivamente al plantare.
In funzione delle caratteristiche del bambino possono essere utili esercizi finalizzati a migliorare forza e controllo dei muscoli del piede, lavorare sull’equilibrio, sviluppare la propriocezione, migliorare mobilità e coordinazione e allungare eventuali strutture muscolo-tendinee retratte.
Il movimento e l’attività fisica rimangono importanti durante la crescita. Un bambino con piede piatto non deve essere automaticamente limitato nello sport: eventuali indicazioni specifiche vanno valutate individualmente e dipendono dalla presenza di dolore, dalle caratteristiche del piede e dal tipo di attività praticata.
Quali scarpe scegliere?
Le scarpe non devono “correggere” da sole il piede. Devono soprattutto permettere al bambino di muoversi in modo confortevole e offrire spazio e stabilità adeguati alle caratteristiche del piede.
Innanzitutto, bisogna prestare attenzione a scegliere la misura corretta. Il modello di scarpa deve disporre di spazio sufficiente per le dita, fornendo al contempo un buon contenimento del piede. La suola dev’essere adatta all’attività e non devono esserci punti di compressione eccessiva.
Se il bambino utilizza un plantare, la calzatura deve avere spazio sufficiente per ospitarlo. Se la soletta originale è removibile, deve essere rimossa prima di inserire il plantare, evitando di sovrapporre le due solette.
Ogni quanto controllare il bambino durante la crescita?
Il piede del bambino cambia rapidamente. Per questo, quando viene seguito per un problema dell’appoggio o utilizza plantari, è importante programmare controlli adeguati alla fase di crescita.
Numero di scarpa, altezza, peso, attività fisica e caratteristiche dell’appoggio possono modificarsi in tempi relativamente brevi. Il plantare deve continuare a essere compatibile con il piede e con la calzatura e deve essere rivalutato quando la crescita o l’usura ne modificano la funzionalità.
Intervento per il piede piatto nel bambino: quando si considera?
La chirurgia non rappresenta il trattamento abituale del piede piatto flessibile infantile. Viene presa in considerazione in casi selezionati, soprattutto quando il piede piatto è sintomatico, determina una limitazione funzionale significativa o presenta caratteristiche importanti e i trattamenti conservativi non hanno ottenuto risultati sufficienti.
Esistono diverse tecniche chirurgiche e la scelta dipende dal tipo di piede piatto, dalla gravità, dall’età e dalle caratteristiche del bambino.
Tra le procedure utilizzate in età pediatrica e adolescenziale rientrano anche interventi di artroeresi sottoastragalica, come il calcaneo-stop, e differenti procedure ossee o sui tessuti molli nei casi che lo richiedono.
La decisione deve essere presa dallo specialista ortopedico pediatrico dopo una valutazione completa. Il fatto che un bambino abbia i piedi piatti, anche se persistenti, non significa necessariamente che debba essere operato.
Perché intervenire al momento giusto?
L’obiettivo non è trattare il più precocemente possibile ogni piede piatto. Si tratta, piuttosto, di distinguere il normale sviluppo da una situazione che merita attenzione. Intervenire quando non serve può significare medicalizzare una normale fase della crescita; allo stesso tempo, ignorare un piede doloroso, rigido, fortemente asimmetrico o potenzialmente problematico può far perdere l’opportunità di gestirlo nel periodo in cui il bambino sta ancora crescendo.
Per questo, il momento giusto non è definito soltanto dall’età anagrafica. Conta il quadro complessivo di età, sintomi, evoluzione nel tempo, flessibilità del piede, appoggio e funzionalità, attività effettuate dal bambino e postura globale.
Domande frequenti sul piede piatto nel bambino
Il piede piatto nel bambino passa da solo?
Molto spesso, il piede piatto flessibile dei bambini più piccoli evolve spontaneamente con la crescita. Lo sviluppo dell’arco è progressivo e può proseguire durante l’infanzia. Se però compaiono dolore, rigidità, forte asimmetria o difficoltà funzionali è opportuno approfondire la situazione.
A 5 o 6 anni un bambino con piede piatto deve mettere i plantari?
Non necessariamente. Intorno a questa età, una valutazione può essere utile per osservare come stanno evolvendo appoggio, cammino e postura, ma la presenza del piede piatto di per sé non determina automaticamente la necessità di un plantare. L’indicazione dipende dalle caratteristiche individuali.
Il piede piatto impedisce di fare sport?
Generalmente no, un bambino con piede piatto può praticare sport. Quando sono presenti dolore, affaticamento o altre difficoltà, è utile valutarne la causa e stabilire se siano necessari interventi specifici.
Quando chiedere una valutazione
Se hai dubbi sullo sviluppo del piede di tuo figlio, una valutazione podologica e posturale può aiutare a distinguere una normale fase della crescita da una situazione che merita di essere seguita o trattata. Quando indicato, il percorso può comprendere controllo nel tempo, indicazioni sulla calzatura, esercizi, collaborazione con altri professionisti e plantari su misura progettati sulle caratteristiche del bambino.
Fonti e approfondimenti
- Trattamento del piede piatto pediatrico (2026)
- Gli effetti di ortesi plantari su parametri radiologici e dolore in bambini con piede piatto flessibile (2024)
- Efficacia di ortesi plantari nel piede piatto flessibile pediatrico (2023)
- Efficacia della rieducazione funzionale come trattamento del piede piatto flessibile infantile (2024)
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