Plantari per pallavolo su misura: ammortizzazione negli impatti

Pubblicato il 23 aprile 2026 · Ultimo aggiornamento: agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

La pallavolo sottopone piedi e arti inferiori a una successione continua di salti, atterraggi, spostamenti rapidi e cambi di direzione. In particolare, il passaggio dalla fase di volo al contatto con il terreno richiede di assorbire rapidamente l’impatto e ritrovare un appoggio stabile, spesso per prepararsi immediatamente al gesto successivo.

Quando è indicato utilizzare un plantare, il progetto deve naturalmente tenere conto della conformazione e dell’appoggio del singolo atleta, ma deve considerare anche le caratteristiche specifiche della pallavolo e della calzatura usata.

Salti e atterraggi nella pallavolo

Salto e atterraggio sono tra i gesti più caratteristici della pallavolo. Durante una partita o un allenamento, vengono ripetuti numerose volte in situazioni differenti: attacco, muro, servizio in salto e azioni nelle quali il giocatore deve spostarsi rapidamente prima o dopo il contatto con la palla.

In questi movimenti, il piede deve:

  • partecipare alla fase di spinta
  • gestire il contatto con il terreno dopo il salto
  • contribuire all’assorbimento dell’impatto
  • stabilizzare rapidamente l’appoggio
  • adattarsi a eventuali atterraggi asimmetrici
  • prepararsi allo spostamento successivo

La fase di atterraggio è particolarmente importante perché coinvolge in modo coordinato piede, caviglia, ginocchio e anca.

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Una spiegazione pratica sul lavoro degli arti inferiori nella pallavolo e sulle caratteristiche dei plantari progettati per questa disciplina.
Durata: 2 minuti e 30 secondi

anteprima video sui plantari per pallavolo e atterraggio dopo salto

Guarda il video: “Plantari su misura per la pallavolo” →

Atterrare non significa solo ammortizzare

L’ammortizzazione è importante, ma non è l’unica esigenza del pallavolista. Dopo il salto, il piede deve assorbire parte dell’impatto senza perdere la stabilità necessaria per controllare l’appoggio. Un supporto eccessivamente morbido, se non adeguato alle caratteristiche dell’atleta, non è quindi necessariamente la soluzione migliore.

Il progetto del plantare deve cercare un equilibrio tra assorbimento degli impatti, stabilità, distribuzione delle pressioni e comfort, senza far perdere la libertà di movimento necessaria al gesto sportivo. Anche per questo motivo, materiali, spessori e rigidità devono essere scelti in modo individuale.

salto e atterraggio nella pallavolo con sollecitazioni su piede e caviglia

Disturbi e sovraccarichi legati ai salti

La ripetizione dei salti e la necessità di atterrare rapidamente, talvolta in condizioni non perfettamente controllate, espongono gli arti inferiori a sollecitazioni importanti.

Tra i problemi che più di frequente interessano il pallavolista, troviamo:

  • distorsioni della caviglia
  • tendinopatia rotulea e altre problematiche tendinee
  • talalgia
  • metatarsalgia
  • fascite plantare
  • sovraccarichi del piede

Caviglia e ginocchio rivestono particolare importanza nella pallavolo: le distorsioni della caviglia rappresentano uno degli infortuni acuti caratteristici di questo sport, mentre il ginocchio è frequentemente interessato da problematiche da sovraccarico.

La presenza di uno di questi disturbi può evidenziare problematiche nell’appoggio plantare, ma bisogna prendere in esame anche tecnica di salto e atterraggio, preparazione atletica, precedenti infortuni, carichi di allenamento e calzature.

Anche eventuali alterazioni degli assi degli arti inferiori, asimmetrie o dismetrie possono influenzare il modo in cui il singolo atleta gestisce i carichi. Nella nostra esperienza clinica, questi elementi possono interagire con l’assetto del bacino e della colonna e contribuire alla comparsa di compensi o mal di schiena.

Quali obiettivi può avere un plantare nella pallavolo?

A seguito di una valutazione completa, il plantare può essere progettato per intervenire sull’appoggio durante i gesti caratteristici della pallavolo. Gli obiettivi possono comprendere:

  • migliorare stabilità e controllo dell’appoggio
  • assorbire e distribuire gli impatti durante gli atterraggi
  • distribuire in modo più funzionale le pressioni plantari
  • supportare il piede durante salti e rapidi cambi di direzione
  • mantenere una postura più funzionale
  • ridurre la sensazione di affaticamento

Nella nostra esperienza clinica, una migliore gestione dell’appoggio e del movimento favorisce la normale funzionalità della circolazione venosa e linfatica.

In quest’ottica, il plantare si inserisce tra gli strumenti utilizzati per la prevenzione di sovraccarichi e infortuni. Non rappresenta, però, una protezione assoluta: prevenzione e prestazione dipendono dall’interazione tra preparazione fisica, tecnica, recupero, gestione dei carichi, calzatura e caratteristiche individuali.

Compila il questionario: analizzeremo le informazioni fornite per indicarti se può essere utile una valutazione podologica e posturale, senza impegno.

In quali casi può essere utile un plantare?

Una valutazione specialistica può essere particolarmente utile in presenza di:

  • dolore al piede o al tallone
  • instabilità della caviglia o precedenti distorsioni
  • affaticamento marcato dopo salti ripetuti
  • squilibri posturali che meritano un approfondimento
  • problemi di appoggio come eccessiva pronazione o supinazione, che spesso si manifestano con un consumo anomalo della suola
  • sviluppo muscolare asimmetrico, frequentemente associato a eterometrie o dismetrie

Nella nostra esperienza clinica, il plantare può essere utile anche durante percorsi di recupero post-trauma o riabilitazione, quando viene inserito all’interno di un programma concordato con i professionisti che seguono l’atleta.

Inoltre, può avere una funzione preventiva quando la valutazione evidenzia caratteristiche dell’appoggio o della gestione dei carichi sulle quali lo specialista ritiene opportuno intervenire.

Il progetto dei plantari per pallavolo

I plantari vengono progettati dopo una valutazione podologica e posturale completa, durante la quale analizziamo morfologia dei piedi, appoggio statico e dinamico, eventuali asimmetrie e postura a livello generale.

Nel progetto consideriamo anche frequenza e intensità degli allenamenti, ruolo e caratteristiche dell’attività svolta, eventuali dolori o precedenti infortuni, oltre che la calzatura utilizzata.

Materiali e struttura

Per i plantari sportivi destinati ai pallavolisti, le combinazioni più spesso usate comprendono questi materiali:

  • fibra elastica stabilizzante, per offrire sostegno mantenendo una struttura adatta ai movimenti rapidi
  • PPT, utilizzato per gestire e riequilibrare i picchi di pressione
  • latex, impiegato per contribuire alla dissipazione degli shock
  • memory ammortizzante, che può offrire comfort e supportare anche la fase di spinta
  • alcantara, ricopertura adatta ad assorbire il sudore e migliorare il grip
  • memory antistress termoformabile, quando è utile aumentare comfort e ammortizzazione e ridurre la sensazione di affaticamento

Non esiste, tuttavia, una combinazione predefinita per tutti. Materiali, densità, spessori e modifiche vengono scelti e combinati sulla base delle caratteristiche del singolo atleta, dei due piedi, della calzatura utilizzata e degli obiettivi individuati durante la valutazione.

struttura di un plantare sportivo per pallavolo con materiali ammortizzanti
Struttura frequente di un plantare per pallavolo, con materiali specifici

Combinazione di scarpa da pallavolo e plantare

Nella pallavolo, la calzatura partecipa direttamente alla gestione degli impatti e alla stabilità durante gli atterraggi e gli spostamenti. Di conseguenza, il plantare dev’essere compatibile con la forma e il volume interno della scarpa, senza creare compressioni o rendere instabile il piede.

Quando possibile, consigliamo di portare alla valutazione le scarpe utilizzate abitualmente durante allenamenti e partite. Se la calzatura è provvista di soletta originale rimovibile, questa andrà sostituita dal plantare.

Anche lo stato delle scarpe è importante: usura e deformazioni possono modificare ammortizzazione, stabilità e comportamento dell’appoggio, perciò vanno controllate periodicamente e sostituite quando le condizioni non sono più ottimali.

Dalla prima prova all’uso in partita

Un nuovo plantare modifica gli appoggi e la postura ai quali il corpo era abituato, perciò è preferibile introdurlo progressivamente, per minimizzare eventuali fastidi.

Nei primi giorni, consigliamo di utilizzarlo durante la normale vita quotidiana e di aumentarne gradualmente il tempo di utilizzo. Successivamente, lo si può inserire nell’attività sportiva in situazioni via via più impegnative.

I tempi di adattamento sono individuali. Una diversa percezione dell’appoggio può essere normale nelle prime fasi, mentre dolore importante o disturbi persistenti devono essere segnalati.

Il plantare su misura può essere controllato e, quando necessario, modificato.

Scopri le soluzioni dedicate ad altre discipline

Salti e atterraggi ripetuti richiedono al piede di gestire rapidamente carichi e impatti. Invece, in altri sport cambiano le modalità di sollecitazione, e il plantare può essere progettato tenendo conto delle caratteristiche specifiche.

Basket

Come nel volley, salti e atterraggi richiedono un’attenta gestione dell’appoggio.

Trekking

Dagli impatti dei salti alle lunghe camminate su terreni irregolari.

Running

La corsa sottopone il piede a una successione continua di appoggi e impatti.

Dolori, instabilità o affaticamento durante la pallavolo possono dipendere da più fattori. Una valutazione podologica e posturale permette di analizzare le caratteristiche del piede, dell’appoggio e dell’atleta e, quando indicato, progettare plantari su misura adatti alla pratica della pallavolo.

Scopri come il progetto del plantare cambia tra calcio, running, pallavolo e le altre discipline sportive.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura

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