Postura: cos’è, cosa la influenza e come migliorarla

Pubblicato il 31 luglio 2025 · Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

La postura non è semplicemente il modo in cui “stiamo dritti”. È il risultato delle continue relazioni tra le diverse parti del corpo e dell’adattamento dell’organismo all’ambiente, al movimento e alle attività che svolgiamo.

Può cambiare mentre siamo in piedi, seduti, camminiamo, lavoriamo o pratichiamo sport e viene influenzata da fattori anatomici, biomeccanici, sensoriali, neurologici e individuali. Per questo parlare di “postura corretta” significa soprattutto ricercare un’organizzazione corporea funzionale e adeguata alla persona, non una posizione rigida e uguale per tutti.

La postura è la posizione assunta dal nostro corpo. Non riguarda soltanto il modo in cui stiamo in piedi, ma coinvolge anche come camminiamo, come stiamo seduti, come respiriamo e persino come dormiamo! È un delicato equilibrio tra riflessi, abitudini e reazioni adattative, che coinvolge la sfera emotiva, ergonomica, fisica, psicologica e biomeccanica. È, in un certo senso, l’espressione di noi stessi.

Il sistema posturale deve continuamente adattarsi alla gravità, alla superficie sulla quale ci troviamo e alle informazioni provenienti dai diversi sistemi sensoriali. Muscoli, articolazioni, sistema nervoso, vista, sistema vestibolare e informazioni somatosensoriali partecipano al controllo dell’equilibrio e del movimento.

Non esiste necessariamente un’unica postura ideale da mantenere in ogni momento. Una posizione può essere adeguata durante un’attività e poco funzionale durante un’altra; inoltre, anatomia, età, mobilità e caratteristiche individuali determinano differenze fisiologiche tra una persona e l’altra.

Quindi, in sostanza, cosa si intende con postura corretta? Quando parliamo di postura corretta, ci riferiamo alla condizione funzionale che consente al nostro corpo di mantenersi in equilibrio con il minimo dispendio di energia, proteggendo le strutture fondamentali come muscoli, articolazioni, colonna vertebrale e organi interni, contemporaneamente favorendo il loro lavoro in armonia. È la posizione più idonea per noi, perciò deve farci stare bene dal punto di vista emozionale, ergonomico, psicologico, fisico e biomeccanico.

La postura non è certamente un elemento fisso: è in continuo adattamento in base alle informazioni che il corpo riceve, sia dall’interno sia, soprattutto, dall’esterno. Sono numerosi i fattori che possono influenzarla:

  • caratteristiche anatomiche e biomeccaniche, comprese le curve della colonna, eventuali dismetrie degli arti inferiori e caratteristiche dell’appoggio plantare
  • patologie e problematiche come infortuni, malattie degenerative, fratture pregresse, condizioni legate all’età come osteoporosi e menopausa
  • informazioni sensoriali e controllo neuromuscolare, necessari per percepire la posizione del corpo e mantenere l’equilibrio
  • età e crescita, perché struttura, forza, mobilità ed equilibrio cambiano nel tempo
  • attività fisica e sport, che sottopongono il corpo a stimoli e schemi di movimento differenti
  • lavoro e abitudini quotidiane, comprese le posizioni mantenute a lungo
  • condizioni fisiologiche temporanee, come la gravidanza, i dolori acuti o un affaticamento, ma anche l’umore e il livello di energia
  • ambiente: la temperatura e la personale percezione del caldo e del freddo suscitano cambiamenti posturali
  • fattori psicologici ed emotivi, che possono influenzare comportamento motorio, tensione muscolare e modalità con cui una persona utilizza il proprio corpo

Non esiste una classificazione universale che suddivida tutte le persone in pochi “tipi di postura”.

Tuttavia, è utile distinguere tra postura statica, quando manteniamo una posizione come stare in piedi, seduti o sdraiati, e postura dinamica, che riguarda invece il controllo del corpo durante attività come camminare, correre o compiere un gesto sportivo.

Inoltre, in ambito clinico possono essere osservate caratteristiche specifiche della colonna e dell’allineamento corporeo, come accentuazioni o riduzioni delle curve fisiologiche, scoliosi e altri adattamenti.

Queste caratteristiche non devono, però, essere interpretate isolatamente: la loro importanza dipende dalla persona, dalla funzione, dalla presenza di dolore o limitazioni e dall’insieme dei fattori coinvolti.

Una buona organizzazione posturale contribuisce al controllo dell’equilibrio, alla gestione dei carichi e all’efficienza del movimento.

Inoltre, può favorire una migliore efficienza circolatoria e respiratoria, riducendo anche l’incidenza di malattie e dolori cronici.

Una distribuzione più efficiente dei carichi favorisce un miglior recupero muscolare, diminuendo il rischio di infortuni.

Infine, un equilibrio tra corpo, mente e ambiente favorisce anche il benessere psicofisico, con maggior consapevolezza di sè e uno stato d’animo più positivo, influenzato direttamente dalla respirazione e da una postura ben eretta.

In sintesi, migliorare la propria postura non è solo una questione estetica o funzionale, ma può realmente incidere sulla qualità della nostra vita.

Questo non significa, però, che una singola posizione apparentemente “scorretta” determini necessariamente dolore o patologie. La relazione tra postura e disturbi muscoloscheletrici è complessa: per esempio, la ricerca sul mal di schiena mostra associazioni con alcune esposizioni posturali, ma non consente di identificare una determinata postura come causa universale del dolore.

È importante considerare anche quanto a lungo viene mantenuta una posizione, quanto ci muoviamo durante la giornata, le caratteristiche individuali, l’attività fisica, il carico di lavoro e altri fattori.

La sedentarietà e l’insufficiente attività fisica hanno conseguenze sulla salute ben documentate; alternare le posizioni e mantenere una vita attiva è quindi più importante che cercare di restare perfettamente immobili in una presunta posizione ideale.

Migliorare la postura non significa semplicemente obbligarsi a “stare dritti”.

Un approccio efficace deve considerare le caratteristiche e le necessità della singola persona. In generale, può essere utile variare frequentemente posizione, evitare di rimanere immobili per periodi molto lunghi, mantenere un’adeguata attività fisica e lavorare su mobilità, forza e controllo motorio quando necessario.

Anche l’ambiente può essere adattato: una postazione di lavoro adeguata, per esempio, deve permettere di cambiare posizione e svolgere le attività senza costringere il corpo a mantenere a lungo configurazioni scomode.

Gli esercizi possono essere utili, ma non esiste una sequenza universale valida per tutti. Mobilità, rinforzo, equilibrio e controllo motorio devono essere scelti in funzione delle caratteristiche individuali e degli eventuali disturbi presenti.

In presenza di dolore persistente, importanti asimmetrie, difficoltà nel movimento o problematiche già diagnosticate, è opportuno individuare prima le cause e stabilire un percorso appropriato.

I piedi rappresentano il nostro punto di contatto primario con l’ambiente e rivestono un’enorme importanza nella determinazione della postura e del nostro sviluppo miofasciale, scheletrico e dell’equilibrio. La maggioranza dei problemi posturali ha origine proprio da un errato appoggio plantare, che va poi a ripercuotersi su gambe, bacino e colonna vertebrale.

I piedi non solo sostengono il corpo, ma inviano costantemente informazioni sensoriali fondamentali per mantenere l’equilibrio dinamico. Un terreno piatto, artificiale e tutto uguale ha variabili praticamente nulle e trasmette pochissime informazioni al nostro organismo. Al contrario, un terreno naturale, sconnesso e irregolare rappresenta una miniera di informazioni per i nostri recettori sensoriali e chiama continuamente il corpo a reagire e correggersi per trovare la posizione migliore.

I plantari fisioposturali su misura possono rappresentare un valido aiuto: aumentano la superficie d’appoggio e fanno lavorare il piede nella sua interezza, recuperando l’uso fondamentale delle dita. Le diverse spinte e correzioni permettono la ricezione di preziose informazioni e feedback che contribuiscono attivamente a migliorare la postura. I materiali di ultima generazione ad alta comprimibilità e memoria garantiscono leggerezza e comfort.

Una valutazione podologica e posturale globale può essere fondamentale quando si vogliono approfondire l’appoggio del piede, la distribuzione dei carichi e il modo in cui questi elementi si inseriscono nell’equilibrio complessivo della persona.

La valutazione può prendere in considerazione la postura statica e dinamica, il cammino, la mobilità, eventuali asimmetrie e i dati derivanti dall’esame baropodometrico.

L’obiettivo non è individuare una “postura perfetta”, ma comprendere se siano presenti elementi funzionalmente rilevanti e stabilire quali interventi possano essere più indicati: modifiche delle abitudini, esercizio, fisioterapia, altri trattamenti specialistici e, se indicato, un plantare su misura. Un percorso terapeutico sinergico insegue i migliori risultati possibili, il più possibile permanenti nel tempo.

Esiste una postura perfetta?

No, non esiste un’unica posizione ideale valida per tutte le persone e per tutte le attività. La postura varia fisiologicamente in base all’anatomia, al movimento e alla situazione. È generalmente più utile ricercare una postura funzionale e poter cambiare frequentemente posizione, piuttosto che tentare di mantenere rigidamente un determinato allineamento.

Come capire se la propria postura deve essere valutata?

L’aspetto esteriore da solo non è sufficiente. Una valutazione può essere utile soprattutto quando sono presenti dolore persistente, difficoltà nei movimenti, alterazioni dell’appoggio, sovraccarichi ricorrenti o asimmetrie che possono avere rilevanza funzionale.

Quali esercizi aiutano a migliorare la postura?

Non esiste un esercizio migliore per tutti. A seconda delle necessità, possono essere utilizzati esercizi di mobilità, rinforzo, equilibrio e controllo motorio. La scelta dovrebbe essere adattata alle caratteristiche individuali, soprattutto quando sono presenti dolore o patologie.

La postura dipende da numerosi fattori e deve essere valutata nel suo insieme. Compila il questionario: ci aiuterà a conoscere meglio la tua situazione e a indicarti se una valutazione podologica e posturale può essere utile nel tuo caso, senza impegno.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

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