Plantari per tennis su misura: controllo negli spostamenti laterali

Pubblicato il 21 aprile 2026 · Ultimo aggiornamento: agosto 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

Nel tennis e nel padel, il piede deve adattarsi continuamente a movimenti rapidi e multidirezionali. Spostamenti laterali, accelerazioni, frenate e ripartenze si susseguono per tutta la durata del gioco e richiedono un appoggio capace di adattarsi rapidamente alle diverse situazioni.

Quando è indicato utilizzare un plantare, il progetto deve considerare non solo la conformazione e l’appoggio del singolo giocatore, ma anche le caratteristiche della scarpa e le specifiche sollecitazioni del tennis.

Come lavora il piede nel tennis

A differenza della corsa lineare, nel tennis gli spostamenti avvengono continuamente in più direzioni.

Durante uno scambio, il giocatore alterna:

  • partenze e accelerazioni
  • spostamenti laterali
  • frenate e ripartenze
  • cambi di direzione
  • rotazioni e adattamenti dell’appoggio durante il colpo

Di conseguenza, il plantare deve passare rapidamente da una fase di spinta a una di arresto e stabilizzazione, spesso con carichi differenti tra piede destro e sinistro.

Anche la superficie di gioco può modificare il modo in cui questi carichi vengono distribuiti. Terra battuta e superfici più rigide, per esempio, presentano caratteristiche di attrito e scivolamento differenti e possono determinare diverse distribuzioni delle pressioni sotto il piede.

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Una spiegazione pratica su come lavora il piede nel tennis e sulle caratteristiche dei plantari progettati per questa disciplina.
Durata: 3 minuti

anteprima video sui plantari per tennis e movimenti del piede

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Spostamenti laterali, frenate e cambi di direzione

Una delle caratteristiche più specifiche del tennis è la continua alternanza tra movimento e arresto.

Il giocatore deve raggiungere rapidamente la palla, stabilizzare l’appoggio durante il colpo e prepararsi immediatamente allo spostamento successivo. Questo richiede continui adattamenti del piede all’interno della scarpa.

Inoltre, le sollecitazioni non sono identiche sui due lati. Durante i diversi gesti tecnici e gli spostamenti, piede dominante e non dominante possono essere sottoposti a carichi differenti.

movimenti del piede nel tennis con sollecitazioni e cambi di direzione

Le principali problematiche del tennista

Gli arti inferiori sono frequentemente interessati dagli infortuni nel tennis e la caviglia rappresenta una delle sedi più coinvolte nelle distorsioni e negli stiramenti correlati alla pratica di questo sport.

Accanto agli eventi traumatici, possono comparire disturbi legati alla ripetizione dei carichi e alle caratteristiche individuali del giocatore.

Tra le problematiche che possono interessare piede e arti inferiori troviamo, per esempio, distorsioni alla caviglia e problematiche tendinee. I sovraccarichi del piede si manifestano più spesso con dolore all’avampiede, fascite plantare e dolori che compaiono o aumentano durante il gioco.

La presenza di uno di questi disturbi non indica automaticamente che la causa sia nell’appoggio del piede. Preparazione atletica, precedenti infortuni, intensità dell’attività, tecnica, calzature e superficie di gioco possono contribuire al problema.
Per questo motivo, la valutazione deve riguardare la situazione complessiva del giocatore.

Quando il plantare può fare la differenza nel tennis?

Quando la valutazione ne indica l’utilità, il plantare può essere progettato per modificare e gestire l’interazione tra piede e scarpa durante i movimenti tipici del tennis.

Gli obiettivi possono comprendere:

  • migliorare la stabilità del piede all’interno della scarpa
  • distribuire le pressioni plantari in modo più adatto alle caratteristiche individuali
  • gestire eventuali zone sottoposte a particolare sovraccarico
  • offrire supporto durante spostamenti laterali, frenate e ripartenze
  • migliorare il comfort durante il gioco

Nella nostra esperienza clinica, un appoggio più funzionale e una migliore gestione del movimento contribuiscono a favorire la funzionalità circolatoria del piede e dell’arto inferiore. Questo si traduce in una riduzione dell’affaticamento e in un miglior recupero muscolare.

Il plantare fisioposturale, inoltre, favorisce una postura più funzionale per le caratteristiche individuali del giocatore, soprattutto quando alterazioni dell’appoggio interagiscono con il movimento degli arti inferiori.

Il piede è determinante nella velocità di spostamento e nella qualità del colpo. Un appoggio stabile e reattivo contribuisce a migliorare precisione, equilibrio e coordinazione.

Per molti fattori, il plantare non va considerato come soluzione singola ma va integrato con gli elementi fondamentali dell’attività sportiva: tecnica, preparazione fisica, corretto riscaldamento, gestione dei carichi, calzatura e superficie di gioco.

La superficie di gioco conta

Nel tennis, la superficie non è una caratteristica come un’altra, bensì modifica anche l’interazione tra scarpa e terreno.

Gli studi sulle pressioni plantari hanno mostrato differenze tra il gioco su terra battuta e quello su superfici più rigide. Cambiano, per esempio, i tempi di contatto e la distribuzione dei carichi nelle diverse zone del piede.

Questo non significa che per ogni superficie sia necessario un plantare diverso. Significa però che, nel valutare un giocatore, può essere utile conoscere su quale superficie gioca prevalentemente, soprattutto quando dolori o fastidi compaiono soltanto in determinate condizioni.

Anche la scarpa deve essere adeguata alla superficie utilizzata: plantare, calzatura e terreno interagiscono tra loro e non possono essere considerati completamente separati.

Perché approfondire l’appoggio del piede?

Una valutazione può essere particolarmente utile quando sono presenti:

  • dolori ricorrenti al piede o all’avampiede
  • instabilità o precedenti problemi alla caviglia
  • fastidi che aumentano durante gli spostamenti laterali
  • affaticamento marcato o precoce durante il gioco
  • zone di pressione ricorrenti all’interno della scarpa
  • problemi di appoggio come pronazione o supinazione eccessive, che spesso causano un consumo anomalo della suola
  • problematiche che tendono a ripresentarsi durante l’attività
  • asimmetrie o altri squilibri posturali

Il plantare può essere valutato anche in assenza di dolore, quando le caratteristiche dell’appoggio e dell’attività sportiva suggeriscono l’utilità di intervenire sulla stabilità o sulla distribuzione dei carichi. La decisione deve comunque derivare dalla valutazione del singolo giocatore.

Come personalizziamo il plantare per tennis e padel

I plantari vengono progettati dopo una valutazione podologica e posturale completa, durante la quale analizziamo morfologia dei piedi, appoggio statico e dinamico, la postura a livello globale, eventuali asimmetrie e caratteristiche individuali del giocatore.

Nel progetto, consideriamo anche frequenza e intensità dell’attività, eventuali dolori o problematiche precedenti, scarpa utilizzata e superficie sulla quale il giocatore pratica prevalentemente.

Materiali e struttura

Nella nostra esperienza, per questi sport si rivela solitamente funzionale una combinazione che può comprendere:

  • base in materiale fibroelastico stabilizzante e propulsivo, per ottenere una struttura adatta a sostenere il piede durante movimenti rapidi e multidirezionali
  • inserti in latex, quando è necessario intervenire in modo mirato su zone particolarmente sensibili o sollecitate (ad esempio per infiammazioni importanti o croniche come talalgia, neuroma di Morton, tendinite, sesamoidite)
  • memory ad alta elasticità per ammortizzazione e distribuzione del peso
  • PPT viscoelastico per migliorare coordinazione e sensibilità

Questa combinazione non rappresenta una ricetta rigida o universale. Materiali, densità, spessori e modifiche vengono scelti in base alle caratteristiche del singolo giocatore, dei due piedi, della scarpa utilizzata e agli obiettivi individuati durante la valutazione.

struttura di un plantare sportivo per tennis con materiali tecnici
Esempio di struttura di un plantare per tennis, personalizzata dopo la valutazione del giocatore

Scarpe da tennis e supporto plantare

La scarpa ha un ruolo particolarmente importante in uno sport caratterizzato da continui movimenti laterali e bruschi cambi di direzione.

Un plantare correttamente progettato deve essere compatibile con la forma e con il volume interno della calzatura, senza creare compressioni o ridurre la stabilità del piede.

Quando possibile, consigliamo di portare alla valutazione le scarpe utilizzate abitualmente per giocare. Se la calzatura possiede una soletta originale rimovibile, questa viene normalmente sostituita dal plantare e non deve essere sovrapposta a esso.

Inoltre, è importante controllare periodicamente lo stato della scarpa: usura e deformazioni possono modificarne il comportamento durante gli spostamenti e le frenate.

Inserire il plantare nella propria routine sportiva

Il nuovo plantare modifica l’appoggio a cui il corpo era abituato, perciò è preferibile introdurlo progressivamente.

Inizialmente, può essere utilizzato durante la normale vita quotidiana, aumentando gradualmente i tempi fino ad arrivare alla giornata intera. Successivamente, si può iniziare l’attività sportiva con sessioni meno impegnative prima di utilizzarlo normalmente durante allenamenti e partite.

I tempi di adattamento sono individuali. Una diversa percezione dell’appoggio può essere normale nelle prime fasi, mentre dolore importante, compressioni o fastidi persistenti devono essere segnalati per valutare, quando necessario, controlli e modifiche.

Dal tennis agli altri sport

Spostamenti laterali, frenate e ripartenze richiedono un controllo preciso dell’appoggio. Nelle altre discipline, il plantare può essere adattato alle caratteristiche del gesto sportivo e alle diverse modalità di carico del piede.

Basket

Atterraggi e cambi di direzione sono elementi comuni tra tennis e basket.

Calcio

Anche il calcio richiede accelerazioni, frenate e rapidi cambi di direzione.

Pallavolo

Salti e atterraggi rappresentano una componente importante di questa disciplina.

La superficie di gioco cambia le sollecitazioni sul piede?

Sì. Le caratteristiche della superficie influenzano l’interazione tra scarpa e terreno e possono modificare tempi di contatto e distribuzione delle pressioni plantari. Terra battuta e superfici più rigide, per esempio, non determinano gli stessi schemi di carico. Questo non significa che sia necessario un plantare diverso per ogni campo, ma la superficie abituale è un’informazione utile durante la valutazione.

I plantari per tennis prevengono le distorsioni della caviglia?

Non è corretto garantire che un plantare possa prevenire una distorsione in qualunque giocatore e in ogni situazione. Gli infortuni della caviglia dipendono da numerosi fattori, tra cui caratteristiche individuali, precedenti traumi, tecnica, preparazione atletica, calzatura e condizioni di gioco. Il plantare è progettato per migliorare la gestione e la stabilità dell’appoggio e rappresenta uno degli elementi da considerare.

Dolori, instabilità o fastidi durante il tennis possono dipendere da fattori differenti. Una valutazione podologica e posturale permette di analizzare le caratteristiche del piede e dell’appoggio e progettare un plantare su misura compatibile. Compila il nostro questionario: le informazioni che ci fornirai possono aiutarci a capire se può esserti utile questo percorso.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura

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