Tipi di plantari: quali funzioni può svolgere un plantare su misura?

Pubblicato il 5 novembre 2015 · Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

Cercando informazioni sui plantari, è frequente incontrare definizioni come plantare ortopedico, correttivo, biomeccanico, posturale, anatomico o sportivo. Questi termini possono essere utili per descrivere una funzione prevalente o l’ambito in cui viene utilizzato il dispositivo, ma non identificano necessariamente categorie separate e incompatibili tra loro.

Nel nostro approccio attuale, non suddividiamo più i plantari su misura in una serie di modelli prestabiliti. Un singolo dispositivo, infatti, può integrare contemporaneamente differenti funzioni, calibrate sulla base dell’appoggio, della postura, dei sintomi, dell’attività e delle calzature del singolo paziente.

Esistono davvero diversi tipi di plantari?

Non esiste una classificazione universale che stabilisca, per esempio, che un plantare su misura debba essere esclusivamente “biomeccanico”, “posturale” oppure “correttivo”.

Oggi, il nostro metodo non prevede una suddivisione esplicita in tipologie distinte, associate a patologie, età o usi diversi.
Un plantare destinato a uno sportivo può essere contemporaneamente biomeccanico, ammortizzante, stabilizzante, propriocettivo, caratterizzato da specifiche zone di scarico e progettato per una calzatura in particolare.

Allo stesso modo, un plantare utilizzato da un bambino, da una persona con metatarsalgia o dopo un intervento non nasce necessariamente da una “categoria” diversa: cambia il modo in cui vengono combinate e calibrate le diverse funzioni.

Quali funzioni possono svolgere i plantari?

I nostri plantari fisioposturali su misura mantengono tutti una azione biomeccanica, funzionale e propriocettiva. Queste componenti vengono calibrate in modo diverso in base ai bisogni del paziente, dando priorità alle funzioni più pertinenti per il singolo caso. Le possibilità sono diverse, a seconda delle diverse esigenze.

Scaricare e ridistribuire

Il plantare può aumentare la superficie funzionale d’appoggio e ridistribuire le pressioni, alleggerendo determinate zone sottoposte a sovraccarico.

Sostenere e riequilibrare

Sostegni, cunei, rialzi, speronature e altre componenti possono essere utilizzati per modificare la gestione dei carichi e accompagnare l’appoggio durante stazione eretta e cammino.

Ammortizzare e proteggere

Materiali con caratteristiche differenti possono essere impiegati per attenuare determinate sollecitazioni e proteggere aree sensibili o sovraccaricate.

Questa funzione assume particolare importanza, per esempio, nei piedi ad alto rischio, nei quali la riduzione dello stress meccanico e delle pressioni plantari può essere un vero e proprio obiettivo clinico.

Stimolare e accompagnare

La superficie plantare contiene numerosi recettori sensoriali e l’interazione con una soletta o un’ortesi modifica inevitabilmente gli stimoli ricevuti dal piede. Nei nostri plantari, questa componente propriocettiva viene sempre considerata nella progettazione.

Funzioni e risultati dipendono comunque dalla problematica, dalle caratteristiche individuali, dalle calzature e dalla costanza di utilizzo. Se indicato, il plantare può inserirsi in un percorso più ampio insieme alle indicazioni del medico o degli altri professionisti coinvolti.

Favorire la circolazione

Attraverso la conformazione del dispositivo e la scelta di materiali con differente risposta al carico, il plantare può essere calibrato anche per favorire la normale funzione della pompa muscolo-venosa durante il cammino.

Questa componente assume particolare interesse nei pazienti che presentano disturbi venosi o linfatici, gonfiore, gambe pesanti o crampi, e può essere presa in considerazione anche durante la gravidanza quando sono presenti disturbi di questo tipo.

Plantare su misura con differenti zone funzionali per sostegno, scarico, ammortizzazione e distribuzione dei carichi

Cosa significa “plantare ortopedico”?

Plantare ortopedico è soprattutto una denominazione generale, utilizzata comunemente per indicare un’ortesi destinata a intervenire su problemi del piede o dell’apparato muscolo-scheletrico. Non definisce, da sola, come sia costruito il dispositivo.

Due plantari definiti entrambi “ortopedici” possono essere completamente diversi per forma, rigidità, materiali, spessori, zone di sostegno e scarico, rialzi e obiettivi biomeccanici. Nella nostra terminologia, non utilizziamo “ortopedico” per identificare una specifica tipologia di plantare: ciò che conta è il progetto individuale.

Cosa significa “plantare correttivo”?

Il termine plantare correttivo viene usato quando il dispositivo contiene elementi progettati per modificare determinate caratteristiche dell’appoggio, della distribuzione dei carichi o della posizione funzionale del piede. Nel plantare, possono essere inseriti sostegni, cunei, rialzi, speronature e altre componenti progettate sulla base della valutazione.

“Correggere” non significa necessariamente modificare permanentemente l’anatomia del piede. In molti casi, specialmente in età adulta, l’obiettivo è intervenire sul comportamento funzionale e sulla gestione dei carichi durante l’utilizzo del dispositivo.

Nei bambini

Durante la crescita, può essere indicato intervenire anche in assenza di dolore quando vengono individuate alterazioni biomeccaniche clinicamente significative sulle quali si ritiene opportuno agire precocemente.

Tuttavia, l’indicazione non deriva dalla sola età e non esiste una categoria standard di “plantare correttivo per l’infanzia”: progetto e necessità vengono definiti individualmente.

Cosa significa “plantare biomeccanico”?

Un plantare biomeccanico è un dispositivo progettato per modificare specifici aspetti dell’interazione fra piede, terreno e calzatura, per esempio distribuzione delle pressioni, gestione dei carichi, stabilità o determinate caratteristiche del movimento.

Per noi, “biomeccanico” non identifica una tipologia separata: tutti i nostri plantari su misura mantengono una componente biomeccanica, calibrata in modo diverso a seconda del problema da affrontare.

Cosa significa “plantare posturale”?

Il termine “plantare posturale” viene utilizzato per indicare un dispositivo progettato considerando non soltanto il piede, ma anche i possibili rapporti fra appoggio, arti inferiori, bacino e organizzazione posturale complessiva.

Il nostro approccio prevede che la progettazione parta dalla valutazione del piede e dell’appoggio, considerando però anche asimmetrie, arti inferiori e compensi eventualmente pertinenti al caso.

Questo non significa che esista una “postura corretta” universale che il plantare debba imporre, né che qualsiasi problema della colonna dipenda dal piede. L’obiettivo è intervenire sui fattori biomeccanici che risultano effettivamente rilevanti nella singola persona.

Cosa significa “plantare propriocettivo”?

Il termine propriocettivo fa riferimento agli stimoli sensoriali prodotti dall’interazione fra superficie plantare e dispositivo.
Forma, spessori, contatto e risposta dei materiali possono modificare le informazioni meccaniche percepite dal piede durante il carico e il movimento.

Nel nostro metodo, la componente propriocettiva non identifica un plantare separato: è una delle caratteristiche integrate nella progettazione di tutti i plantari fisioposturali.

Cosa sono i plantari anatomici?

Plantare anatomico è un’altra denominazione piuttosto generica. Può indicare una soletta sagomata per seguire o sostenere determinate forme anatomiche del piede, ma il termine da solo non descrive né il metodo di progettazione né le funzioni effettivamente svolte.

I nostri plantari su misura non nascono semplicemente copiando la forma del piede. È fondamentale considerare anche mobilità, comportamento statico e dinamico, arti inferiori, attività, sensibilità e calzature. Per questo motivo, non usiamo “anatomico” come categoria autonoma: adattamento alla morfologia e funzione biomeccanica devono essere considerate insieme.

E il plantare sportivo?

Il termine “plantare sportivo” descrive soprattutto il contesto nel quale il dispositivo deve funzionare.

Corsa, calcio, ciclismo, tennis, trekking e altri sport presentano calzature, superfici, gesti tecnici e sollecitazioni differenti, perciò lo stesso progetto utilizzato per una scarpa quotidiana non è necessariamente appropriato all’interno di una scarpa da calcio o da ciclismo.

Nel nostro approccio, un plantare destinato allo sport mantiene le stesse componenti biomeccaniche, funzionali e propriocettive degli altri dispositivi, ma geometria, materiali, spessori e priorità funzionali vengono adattati alla disciplina.
Si prendono in considerazione gli obiettivi individuali, come comfort, gestione dei carichi, stabilità, adattamento alla calzatura e supporto alle esigenze biomeccaniche dello sportivo, cercando di favorire miglioramento della performance e prevenzione degli infortuni.

Plantari per piede diabetico o reumatico

Piede diabetico

Quando sono presenti neuropatia, deformità o rischio di ulcerazione, può diventare particolarmente importante distribuire le pressioni, ridurre lo stress meccanico in specifiche zone, evitare punti di pressione e utilizzare materiali appropriati alla sensibilità e alla vulnerabilità dei tessuti. Questa è una componente fondamentale nella gestione e prevenzioni delle ulcerazioni diabetiche.

Piede reumatico

Anche nelle patologie reumatologiche possono essere necessari scarico, ridistribuzione delle pressioni, comfort e adattamento alle deformità individuali.

Anche in questo caso, perciò, non parliamo di una tipologia a sé stante, bensì di un plantare personalizzato con funzioni specifiche adeguate alle esigenze particolari di un piede maggiormente sensibile o a rischio.

Funzione di stimolazione della pompa muscolo-venosa

Tra le funzioni che possono essere integrate nel plantare rientra anche quella rivolta alla dinamica circolatoria degli arti inferiori. Durante il cammino, il movimento del piede e della caviglia e l’attivazione muscolare contribuiscono fisiologicamente al ritorno del sangue venoso verso l’alto.

Nella nostra esperienza, la conformazione del plantare e l’impiego calibrato di materiali con differenti caratteristiche di deformabilità possono essere utilizzati per favorire la normale funzione della pompa muscolo-venosa durante l’appoggio e la deambulazione.

Questa funzione non determina necessariamente un effetto percepibile in una persona che non presenta problemi circolatori. Tuttavia, assume maggiore rilevanza quando esistono disturbi venosi o linfatici oppure sintomi quali gonfiore, senso di pesantezza e crampi agli arti inferiori. Questa specifica calibrazione del plantare può favorire una maggiore efficienza della dinamica circolatoria durante il movimento e associarsi a miglioramenti percepibili e, in alcuni casi, visibili soprattutto sul gonfiore e sulla sensazione di pesantezza.

La risposta è comunque individuale: entità e tipo di beneficio possono variare considerevolmente in funzione della condizione di partenza, della mobilità, delle attività quotidiane e della costanza di utilizzo del dispositivo. Questa funzione può essere presa in considerazione anche durante la gravidanza, periodo nel quale possono comparire o accentuarsi gonfiore, pesantezza e altri disturbi circolatori agli arti inferiori. In questi casi, il progetto del plantare viene comunque adattato alla situazione individuale e agli eventuali altri problemi di appoggio presenti.

Il plantare mantiene in ogni caso un ruolo complementare: non sostituisce la diagnosi o le terapie prescritte per un’insufficienza venosa o linfatica né gli eventuali controlli medici necessari.

E dopo un intervento chirurgico?

Dopo alcuni interventi chirurgici, possono modificarsi temporaneamente o stabilmente il cammino, la distribuzione dei carichi e le strategie utilizzate dagli arti inferiori. Quando durante la riabilitazione emerge una specifica indicazione biomeccanica, un plantare personalizzato può essere progettato tenendo conto della nuova situazione, dei tempi di recupero e delle indicazioni del chirurgo o degli altri professionisti coinvolti.

In questi casi, una valutazione completa può assumere un’importanza particolare per rilevare se, a seguito dell’intervento, siano presenti eterometrie o sovraccarichi nell’appoggio.

Perché due persone con la stessa patologia possono avere plantari diversi?

La diagnosi non determina, da sola, il progetto del plantare.

Due persone con metatarsalgia, piede piatto o fascite plantare possono avere morfologia, appoggio, asimmetrie, distribuzione dei carichi, peso, attività e calzature completamente differenti.

Inoltre, raramente esiste un solo elemento biomeccanico isolato sul quale intervenire. Correggere o sostenere un singolo punto senza considerare il funzionamento complessivo può risultare insufficiente e, in alcuni casi, spostare i carichi in modo sfavorevole facendo emergere nuovi fastidi o compensi. Per ciascun piede bisogna costruire la combinazione più adatta di sostegno, scarico, ammortizzazione, spessore e flessibilità.

Come si decide quali funzioni deve avere il plantare?

La scelta parte dalla valutazione podologica e posturale completa. Consideriamo, tra gli altri elementi:

  • morfologia e mobilità dei piedi
  • appoggio statico e dinamico
  • eventuali asimmetrie tra i due lati
  • arti inferiori e aspetti posturali pertinenti
  • sintomi e precedenti clinici
  • età e peso
  • lavoro, sport e altre attività
  • calzature utilizzate

A quel punto, si decide quali funzioni privilegiare e con quale intensità, anziché scegliere un modello prestabilito.

Approfondisci come viene progettato un plantare su misura Fisiopodos →

Quanti tipi di plantari esistono?

Non esiste un numero universale di tipologie. Termini come ortopedico, correttivo, biomeccanico, posturale o anatomico descrivono spesso una funzione, una caratteristica o un utilizzo prevalente. Nel nostro approccio, più funzioni vengono combinate nello stesso plantare su misura in base alle esigenze della persona.

Qual è la differenza tra plantare ortopedico, biomeccanico e posturale?

“Ortopedico” è una denominazione generale; “biomeccanico” sottolinea l’intervento sull’appoggio e sui carichi; “posturale” indica che vengono considerate anche le relazioni con arti inferiori e postura. Per noi di Fisiopodos – Postura Medica, non sono necessariamente tre dispositivi differenti: queste caratteristiche possono coesistere nello stesso plantare.

Cosa sono i plantari anatomici?

Il termine indica generalmente una soletta sagomata in funzione dell’anatomia del piede, ma non definisce da solo un preciso metodo di progettazione. Un plantare realmente personalizzato può considerare, oltre alla forma, anche mobilità, carichi, comportamento durante il cammino, attività e calzature.

Non è necessario scegliere una categoria in anticipo. Il progetto dipende dalle caratteristiche del piede, dell’appoggio, delle attività e delle calzature utilizzate. Compila il questionario: ci permetterà di conoscere meglio la tua situazione e indicarti se può essere utile una valutazione podologica e posturale.

Scopri come dalla valutazione si passa alla scelta di struttura, materiali, spessori e funzioni del plantare personalizzato.

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Scopri come il progetto cambia in funzione dello sport, della calzatura tecnica e delle sollecitazioni specifiche della disciplina.

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Metatarsalgia, fascite plantare, alluce valgo e altre condizioni possono richiedere funzioni ortesiche differenti.

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A cura dello staff Fisiopodos – Postura Medica

I nostri approfondimenti comprendono conoscenze, consigli, rimedi e suggerimenti di carattere generale. Non devono assolutamente sostituirsi al parere del medico curante o altri specialisti, a cui è sempre fondamentale rivolgersi prima di intraprendere qualunque percorso di cura

2 commenti su “Tipi di plantari: quali funzioni può svolgere un plantare su misura?”

  1. Ho sentito parlare anche di emodinamici flebologici e penso siano gli stessi descritti da voi sotto la voce flebologici e poi un modello detto ERGONOMICO cioè mi hanno detto vanno alla causa della disfunzione lavorando anche sulla postura. Cosa mi dite di questo modello e di che materiale viene fatto? Grazie molte.

    1. Buongiorno,
      ognuno dei nostri plantari su misura comprende intrinsecamente, al proprio interno, diverse caratteristiche: è biomeccanico, posturale, propriocettivo ed ergonomico. Progetto e realizzazione si basano sulla nostra valutazione podologica e posturale completa, che studia non soltanto l’appoggio dei piedi ma proprio la postura in senso globale. I materiali interni e di ricopertura non sono predefiniti, bensì vengono scelti e personalizzati per ogni persona sulla base di quello che viene rilevato durante l’esame: problematiche e patologie, attività svolta, calzature utilizzate, peso, sudorazione e altre variabili.
      Alla nostra pagina contatti, trova tutti i centri dove è possibile sottoporsi a una valutazione, oltre ai recapiti che può utilizzare per chiederci ulteriori informazioni.
      Grazie a lei dell’interesse dimostrato e buona giornata!

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